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Le nuove tecnologie e il potere di controllo del datore di lavoro: l’evoluzione dell’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori.

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tesi37989024.pdf (1.866Mb)
Author
Siciliano, Mattia <2002>
Date
2026-07-06
Data available
2026-07-09
Abstract
Il presente elaborato, attraverso una rielaborazione sia in chiave storica che in chiave strettamente giuridica, intende prendere in analisi la disciplina del potere di controllo, connotato per eccellenza della subordinazione, in capo al datore di lavoro con i suoi conseguenti effetti sui lavoratori. Tale disciplina, assente nel Codice Civile del 1942, trova la sua genesi solennemente con lo Statuto dei Lavoratori, introdotto nel 1970, nel pieno del cd. Autunno Caldo, periodo storico segnato da epocali lotte sindacali, e più precisamente all'articolo 4. Quest'ultimo è stato poi oggetto di una profonda mutazione realizzata dalla cd. Riforma del Jobs Act, introdotta dall'allora Governo Renzi nel 2015 con lo scopo dichiarato di ammodernare la disciplina, la quale ormai si palesava come anacronistica, nei confronti delle più recenti tecnologie e dinamiche lavorative. Il potere di controllo implica anche un diretto coinvolgimento del diritto alla privacy, tutelato in primis dall'ordinamento europeo e poi introdotto successivamente anche nell'ordinamento italiano, che ha lo scopo di difendere il lavoratore dalle più incisive e fastidiose forme di controllo perpetrate, appunto, dal datore di lavoro. Infine, nell'ultimo capitolo, l'analisi si sofferma su una particolare categoria del potere di controllo ossia i cd. controlli difensivi (volti, in particolare, ad ammettere una diretta sorveglianza sui lavoratori in quanto idonei alla tutela del patrimonio aziendale e alla prevenzione di possibili reati compiuti dai dipendenti), ancora oggi oggetto di dibattito, anche con posizioni assolutamente opposte, tra la dottrina e la giurisprudenza. Tutto ciò premesso, l'elaborato, per fornire un quadro esaustivo e completo, analizza l'apporto fornito nel corso del tempo sia dalla giurisprudenza, sia nazionale sia internazionale, specie soprattutto quella emanata dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che dal Garante della Privacy.
 
This paper, through both a historical and a strictly legal perspective, aims to analyze the regulation of the employer's power of control, a quintessential expression of subordination, and its consequent effects on workers. This regulation, absent from the 1942 Civil Code, finds its solemn origins in the Workers' Statute, introduced in 1970, at the height of the so-called "Autunno Caldo", a historical period marked by epochal union struggles, and more specifically in Article 4. This article was subsequently profoundly changed by the so-called Jobs Act Reform, introduced by the then Renzi government in 2015 with the stated aim of modernizing the regulation, which by then was seen as anachronistic, in light of the latest technologies and work dynamics. The power of control also directly involves the right to privacy, protected primarily by European law and subsequently introduced into Italian law. Its purpose is to protect workers from the most incisive and harassing forms of control perpetrated by employers. Finally, in the final chapter, the analysis focuses on a specific category of control power, namely so-called defensive controls (aimed, in particular, at permitting direct surveillance of workers as appropriate for protecting company assets and preventing potential employee returns). This remains a subject of debate, sometimes with completely opposing positions, among legal scholars and case law. With this in mind, the paper, in order to provide a comprehensive and complete overview, analyzes the contributions made over time by both national and international case law, especially that emanating from the European Court of Human Rights and the Italian Data Protection Authority.
 
Type
info:eu-repo/semantics/masterThesis
Collections
  • Laurea Magistrale [8032]
URI
https://unire.unige.it/handle/123456789/15947
Metadata
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