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Valutazione retrospettiva della severità di malattia dei Pazienti con Esofagite Eosinofila mediante score I-SEE (Index of Severity for Eosinophilic Esophagitis) e analisi delle sue variazioni in seguito al trattamento

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tesi37990996.pdf (2.937Mb)
Autore
Ferri, Alessia <2002>
Data
2026-06-26
Disponibile dal
2026-07-02
Abstract
Introduzione: L'Esofagite Eosinofila (EoE) è una patologia infiammatoria cronica immuno-mediata dell'esofago, diagnosticata con ≥15 eosinofili/hpf. Considerata la limitata correlazione tra reperti istologici, gravità clinica e rischio fibrostenotico, è stato sviluppato e validato l'Index of Severity for Eosinophilic Esophagitis (I-SEE), che integra dati clinici, endoscopici e istologici. Obiettivi: Lo studio valuta l'utilizzo dell'I-SEE in un setting real-life per stratificare la severità di malattia al baseline, analizzare le sue variazioni dopo terapia di induzione (12 settimane) e mantenimento (52 settimane) e identificare specifici fenotipi di malattia. Materiali e Metodi: È stato condotto uno studio retrospettivo, osservazionale e multicentrico su 122 pazienti adulti con EoE. Sono stati raccolti dati clinici, endoscopici e istologici a T0 (baseline), T1 (12 sett.) e T2 (52 sett.). I pazienti sono stati stratificati per terapia finale: Inibitori di Pompa Protonica (PPI, n=19), Budesonide orodispersibile (ODB, n=87) e Dupilumab (n=16). Per ognuno è stato calcolato lo score I-SEE. Risultati: Il gruppo Dupilumab presentava al baseline: ritardo diagnostico (75%), maggior riscontro di stenosi/dilatazioni pregresse (25% vs 5,3% nei PPI e 5,7% in ODB), conta eosinofila prossimale più alta e, coerentemente, un I-SEE maggiore. Nella fase di induzione, PPI e ODB hanno mostrato una risposta istologica più rapida. Tuttavia, nel mantenimento, Dupilumab ha garantito una remissione più profonda e stabile, raggiungendo il 100% di risposta per le soglie ≤6 e ≤15 eos/hpf. Conclusioni: L'I-SEE si conferma uno strumento clinico multidimensionale utile per individuare precocemente i pazienti con burden di malattia severo o fenotipo fibrostenosante. I dati sembrano suggerire un utilizzo precoce di terapia biologica nei fenotipi ad alto rischio.
 
Introduction: Eosinophilic Esophagitis (EoE) is a chronic, immune-mediated inflammatory disease of the esophagus, diagnosed with ≥15 eosinophils/hpf. Considering the limited correlation between histological findings, clinical severity, and fibrostenotic risk, the Index of Severity for Eosinophilic Esophagitis (I-SEE) was developed and validated to integrate clinical, endoscopic, and histological data. Aims: This study evaluates the use of the I-SEE in a real-world setting to stratify disease severity at baseline, analyze its variations after induction (12 weeks) and maintenance (52 weeks) therapies, and identify specific disease phenotypes. Materials and Methods: A retrospective, observational, and multicenter study was conducted on 122 adult patients with EoE. Clinical, endoscopic, and histological data were collected at T0 (baseline), T1 (12 weeks), and T2 (52 weeks). Patients were stratified according to their final therapy: Proton Pump Inhibitors (PPIs, n=19), orodispersible Budesonide (ODB, n=87), and Dupilumab (n=16). The I-SEE score was calculated for each patient. Results: At baseline, the Dupilumab group presented: diagnostic delay (75%), a higher occurrence of previous strictures/dilations (25% vs. 5.3% in PPIs and 5.7% in ODB), a higher proximal eosinophil count, and, consistently, a higher I-SEE score. In the induction phase, PPIs and ODB showed a faster histological response. However, during maintenance, Dupilumab ensured a deeper and more stable remission, achieving a 100% response rate for the ≤6 and ≤15 eos/hpf thresholds. Conclusions: The I-SEE is confirmed as a useful multidimensional clinical tool for the early identification of patients with a severe disease burden or a fibrostenotic phenotype. The data seem to suggest the early use of biologic therapy in high-risk phenotypes.
 
Tipo
info:eu-repo/semantics/masterThesis
Collezioni
  • Laurea Magistrale [7561]
URI
https://unire.unige.it/handle/123456789/15882
Metadati
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