La realtà dei poli res genovesi e le tecniche per l'inclusione.

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Autore
Brugo, Francesco <2002>
Data
2026-06-03Disponibile dal
2026-06-11Abstract
Questo elaborato analizza la realtà dei Poli R.E.S. (Risorse Educative Speciali) del territorio genovese, una modalità organizzativa scolastica nata per garantire il diritto all’istruzione e all’inclusione di bambini con disabilità multiple e gravissime all’interno della scuola comune. La ricerca approfondisce il percorso storico, normativo e culturale che ha portato alla nascita dei Poli, dalla chiusura delle scuole speciali negli anni Settanta fino allo sviluppo di modelli inclusivi fondati sul paradigma bio-psico-sociale dell’ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health).
Particolare attenzione è rivolta al ruolo delle tecnologie per l’inclusione, intese come insieme di strumenti, metodologie e supporti in grado di favorire la partecipazione scolastica e la realizzazione del Piano Educativo Individualizzato degli alunni con disabilità. L’elaborato offre un quadro teorico e normativo sulle tecnologie assistive, sugli strumenti compensativi, sulla comunicazione aumentativa alternativa, sulla multisensorialità, sulla robotica educativa e sulle nuove tecnologie digitali applicate alla didattica inclusiva.
La ricerca empirica è stata svolta attraverso visite di osservazione in diversi Poli R.E.S. genovesi, questionari rivolti ai docenti e interviste a insegnanti, dirigenti, esperti di tecnologie didattiche e famiglie. L’indagine ha consentito di analizzare le modalità di utilizzo delle tecnologie nei contesti scolastici osservati, evidenziandone potenzialità, criticità e ricadute sull’inclusione degli alunni.
Lo studio mette in luce come i Poli R.E.S. rappresentino un’esperienza significativa di inclusione scolastica, capace di coniugare accoglienza, cura educativa e innovazione metodologica, offrendo ai bambini con disabilità grave un ambiente scolastico sicuro, partecipato e orientato allo sviluppo delle loro potenzialità. This dissertation analyzes the reality of the R.E.S. Centers (Special Educational Resources) in the Genoese area, an educational organizational model created to guarantee the right to education and inclusion for children with multiple and severe disabilities within mainstream schools. The research explores the historical, regulatory, and cultural path that led to the establishment of these centers, from the closure of special schools in the 1970s to the development of inclusive models based on the bio-psycho-social paradigm of the ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health).
Particular attention is devoted to the role of inclusive technologies, understood as the set of tools, methodologies, and supports capable of fostering school participation and the implementation of students’ Individualized Education Plans (IEPs). The dissertation provides a theoretical and regulatory framework concerning assistive technologies, compensatory tools, augmentative and alternative communication, multisensory approaches, educational robotics, and new digital technologies applied to inclusive teaching.
The empirical research was conducted through observational visits to several R.E.S. Centers in Genoa, questionnaires addressed to teachers, and interviews with educators, school leaders, educational technology experts, and families. The investigation made it possible to analyze the ways in which technologies are used in the observed educational contexts, highlighting their potential, critical issues, and impact on students’ inclusion.
The study shows how the R.E.S. Centers represent a significant example of school inclusion, capable of combining welcoming environments, educational care, and methodological innovation, offering children with severe disabilities a safe, participatory school setting oriented toward the development of their potential.
Tipo
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollezioni
- Laurea Magistrale [7492]

