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La scuola nel Ventennio fascista: le copertine dei quaderni tra educazione e propaganda.

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tesi37927942.pdf (2.653Mb)
Author
Porta, Francesca <1997>
Date
2026-06-04
Data available
2026-06-11
Abstract
Il presente lavoro esamina il rapporto tra scuola, educazione e propaganda durante il Ventennio fascista, soffermandosi su un elemento apparentemente marginale: la copertina del quaderno. La scelta nasce dall'idea che la scuola non possa essere studiata soltanto attraverso riforme e programmi ufficiali, ma anche attraverso quegli strumenti quotidiani che accompagnavano l'esperienza degli alunni e restituiscono aspetti meno evidenti della cultura educativa. La ricerca ricostruisce il percorso che portò la scuola italiana, tra età liberale e fascismo, a essere coinvolta nel progetto educativo e politico del regime, con attenzione alla Riforma Gentile, ai "ritocchi" successivi e ai linguaggi della propaganda, dal Testo Unico di Stato all'Opera Nazionale Balilla, fino al ruolo del maestro. L'attenzione si concentra poi sulla copertina come superficie visiva e simbolica, analizzata attraverso un corpus organizzato per nuclei tematici: il Balilla, guerra e mito dell'Impero, l'immaginario fiabesco, il Duce come modello esemplare e lo sport come disciplina del corpo. Il lavoro non intende misurare gli effetti prodotti sui bambini, ma osservare quali immagini venissero messe in circolazione e quali modelli d'infanzia proposti. Ciò che emerge è il valore della copertina come fonte fragile, da leggere con cautela, eppure capace di restituire un livello concreto della fascistizzazione scolastica, mostrando come la propaganda potesse entrare anche in un oggetto quotidiano davanti agli occhi degli alunni.
 
This work examines the relationship between school, education and propaganda during the Italian Fascist Ventennio, focusing on an apparently marginal element: the cover of the exercise book. The choice stems from the idea that school cannot be studied only through reforms and official programmes, but also through those everyday tools that accompanied the pupils' experience and reveal less visible aspects of educational culture. The research first reconstructs how the Italian school became tied to the regime's educational and political project, with attention to the Gentile Reform, the languages of propaganda and the role of the teacher. The focus then turns to the cover as a visual and symbolic surface, analysed through a corpus organised by thematic clusters: the Balilla, war and the myth of Empire, the fairy-tale imaginary, the Duce, and sport as discipline of the body. The aim is not to measure the effects produced on children, but to observe which images circulated and which models of childhood were proposed. The cover thus emerges as a fragile yet revealing source of the fascistization of schooling, showing how propaganda could enter even the most ordinary objects of daily school life.
 
Type
info:eu-repo/semantics/masterThesis
Collections
  • Laurea Magistrale [7492]
URI
https://unire.unige.it/handle/123456789/15782
Metadata
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