RIFLESSO. Corpi femminili e immaginari estetici nella cultura pop occidentale: una prospettiva antropologica

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Autore
Doria Miglietta, Neve <2001>
Data
2026-05-13Disponibile dal
2026-05-21Abstract
Esistere in quanto giovani donne oggi è come navigare in un mare di paradossi: è vivere in un mondo che critica gli standard di bellezza continuando a perpetrarli; è sapere che questi standard non sono sani continuando ad essere dolorosamente consapevoli che aderirvi è comunque la migliore soluzione per avere successo; è sdegnarsi per le immagini che ci alienano sui social pur ossessionandosi compulsivamente sul consumare e ricreare lo stesso tipo di contenuti; è sapere che questo tipo di bellezza è spesso artificiale e comunque sforzarsi per raggiungerla; è rigettare lo sguardo maschile pur traendone vantaggio; è essere indipendenti figurativamente, ma non letteralmente. L’obiettivo di questa tesi, in quanto proposta di indagine antropologico-culturale che fa riferimento a strumenti di natura quantitativa e qualitativa, è di comprendere se effettivamente ad oggi si possa affermare la libertà delle donne dallo sguardo e dalle norme della tradizione patriarcale. C’è la percezione di una problematica? C’è da parte delle donne il sentimento di vivere una condizione di tensione che influenza i modi di ragionare i corpi femminili e i suoi comportamenti? Esiste in qualche modo, accettato o meno oppure consapevole o meno, un fenomeno di interiorizzazione di punti di vista oggettificanti che determini degli specifici atti, delle specifiche modalità di rapportarsi tra generi, oppure semplicemente degli specifici modi di presentarsi ed esistere nella realtà e nella società? Esiste un uomo dentro ogni donna? All'interno di questo lavoro è stato dimostrato come i sistemi di educazione, alimentati e sostenuti da matrici sociali e culturali definite in un quadro occidentalizzato, comportino un influenzamento sui corpi femminili tale da modificare non solo immaginari, ideali rappresentazioni, ma anche i comportamenti delle donne, definitivamente limitando la loro libertà sostanziale Being a young woman today is like navigating a sea of paradoxes: it means living in a world that criticizes beauty standards while continuing to perpetuate them; it means knowing that these standards are unhealthy while remaining painfully aware that conforming to them is still the best way to succeed; it is to be outraged by the images that alienate us on social media while compulsively obsessing over consuming and recreating the same type of content; it is to know that this type of beauty is often artificial and yet striving to achieve it; it is to reject the male gaze while still benefiting from it; it is to be independent figuratively, but not literally. The aim of this thesis, as a proposal for anthropological-cultural inquiry, is to understand whether, to date, we can effectively affirm women’s freedom from the gaze and norms of patriarchal tradition. Is there a perception of a problem? Do women feel they are living in a state of tension that influences how they conceptualize female bodies and their behaviors? Does there exist, in some way - whether accepted or not, or whether conscious of it or not - a phenomenon of internalizing objectifying viewpoints that determines specific actions, specific ways of relating between genders, or simply specific ways of presenting oneself and existing in reality and in society? Is there a man inside every woman? This study demonstrates how educational systems - shaped and sustained by social and cultural frameworks defined within a Westernized context - exert an influence on women’s bodies that alters not only their self-image and idealized representations but also their behavior, thereby definitively constricting their fundamental freedom.
Tipo
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollezioni
- Laurea Magistrale [7492]

