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L'aborto tra passato e presente: profili storico-giuridici

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tesi37767902.pdf (612.9Kb)
Autore
Giuliva, Andrea <1994>
Data
2026-05-13
Disponibile dal
2026-05-21
Abstract
Questo lavoro si propone di ricostruire ed analizzare la storia del fenomeno dell'aborto, quanto a concezione e trattamento giuridico, nell' ambito dell' esperienza "italiana" attraverso i secoli, partendo dall'età moderna fino ad arrivare all'approvazione della legge 194 del 1978. Nel ricostruire questo percorso emerge una dicotomia pressoché costante fra la tendenziale rigidità con la quale il fenomeno veniva approcciato a livello normativo ed una prassi che di contro doveva fare i conti con le esigenze concrete della società, finendo così con l'assumere caratteri più malleabili. L'elaborato parte appunto dall'analisi dell'età moderna, restituendo l'idea di un contesto nel quale erano poche le certezze e molte le domande soprattutto riguardo all'ambiguità dei corpi femminili. Nel proseguo si trattano temi quali il paradigma dell'animazione, eventi come il Concilio di Trento e la bolla "Effraenatam" di Sisto V, si attraversa il percorso di scoperte e sviluppo scientifico che affonda le radici nell'età moderna e che farà da ponte per i numerosi cambiamenti e le riflessioni che portano verso l'età contemporanea, con un focus particolare sul superamento del paradigma dell'animazione e sulla crescente ingerenza dello Stato e delle sue leggi sulla scena del parto e quindi anche su quella dell'aborto. Il percorso si conclude con l'età contemporanea, restituendo l'immagine di un Italia repubblicana ancora una volta profondamente divisa fra esigenze pratiche di controllo delle nascite ed il pesante retaggio lasciato del Codice Rocco, sopravvissuto all'avvento della Costituzione. L'approvazione della legge 194 chiude il cerchio imponendo però una riflessione conclusiva: l'evoluzione giuridica non sempre si accompagna ad una corrispondente disponibilità di mezzi e risorse per attuarla correttamente e, come dimostra il fenomeno degli obiettori di coscienza, il dibattito su di un tema così sensibile e divisivo è lungi dall'essersi concluso.
 
This work aims to reconstruct and analyze the history of abortion—both in terms of its conception and its legal treatment—within the 'Italian' experience through the centuries, spanning from the early modern period to the enactment of Law 194 in 1978. In tracing this path, a nearly constant dichotomy emerges between the inherent rigidity of the regulatory approach and a practice that, conversely, had to contend with the concrete needs of society, ultimately adopting more malleable characteristics. The study begins with an analysis of the early modern era, depicting a context characterized by few certainties and many questions, particularly regarding the ambiguity of female bodies. The discussion then moves to themes such as the paradigm of animation (ensoulment), pivotal events like the Council of Trent, and Sixtus V’s papal bull Effraenatam. It further explores the trajectory of scientific discovery and development rooted in the modern age, which served as a bridge toward the numerous changes and reflections of the contemporary era. Particular focus is placed on the shift beyond the animation paradigm and the increasing interference of the State and its laws in the spheres of childbirth and, consequently, abortion.The narrative concludes with the contemporary age, portraying a Republican Italy once again deeply divided between the practical needs of birth control and the heavy legacy of the Rocco Code, which survived the advent of the Constitution. The approval of Law 194 completes this journey, yet prompts a final reflection: legal evolution is not always accompanied by a corresponding availability of means and resources for its proper implementation. As evidenced by the phenomenon of conscientious objection, the debate on such a sensitive and divisive issue is far from over.
 
Tipo
info:eu-repo/semantics/masterThesis
Collezioni
  • Laurea Magistrale [7492]
URI
https://unire.unige.it/handle/123456789/15744
Metadati
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