Stereotipi, stigma e discriminazione di genere
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Author
Bruzzone, Matilda <2001>
Date
2026-03-25Data available
2026-04-02Abstract
L’elaborato analizza la discriminazione di genere come una costruzione sociale radicata in gerarchie sistemiche e schemi culturali interiorizzati, piuttosto che come un dato naturale. Attraverso le teorie di Erving Goffman sullo stigma e di Pierre Bourdieu sulla "dominazione maschile" e l’habitus, la ricerca mostra come le disuguaglianze vengano naturalizzate e riprodotte quotidianamente. Il concetto di genere viene distinto dal sesso biologico e descritto come un’identità fluida ma spesso intrappolata in stereotipi che, quando si traducono in trattamenti svantaggiosi, generano discriminazione. Un ruolo centrale in questo processo è svolto dalle agenzie di socializzazione: la famiglia trasmette precocemente modelli differenziati, mentre la scuola, attraverso il "curricolo implicito", può involontariamente orientare le aspirazioni in base al genere, penalizzando spesso le studentesse nelle materie STEM. Anche i media e il mondo del lavoro contribuiscono a cristallizzare questi ruoli, alimentando il sessismo e fenomeni come il gender employment gap e il divario retributivo. L'ultima parte della tesi esplora strategie di prevenzione e tutela, citando l'importanza del Codice delle Pari Opportunità e della Legge Golfo-Mosca. Vengono inoltre approfonditi progetti educativi come STEP e iniziative digitali (es. Freeda, Bossy) volti a decostruire i pregiudizi e promuovere una narrazione inclusiva. In conclusione, la tesi sostiene che la parità sostanziale richieda un approccio sistemico capace di trasformare le agenzie di socializzazione in laboratori di libertà, permettendo all'individuo di autodeterminarsi oltre gli schemi di genere. The paper analyzes gender discrimination as a social construct rooted in systemic hierarchies and internalized cultural patterns, rather than as a natural fact. Through Erving Goffman’s theories on stigma and Pierre Bourdieu’s work on 'male domination' and habitus, the research demonstrates how inequalities are naturalized and reproduced daily. The concept of gender is distinguished from biological sex and described as a fluid identity that is often trapped in stereotypes which, when translated into disadvantageous treatment, generate discrimination. A central role in this process is played by socialization agencies: the family transmits differentiated models from an early age, while the school, through the 'implicit curriculum,' can unintentionally steer aspirations based on gender, often penalizing female students in STEM subjects. Media and the professional world also contribute to crystallizing these roles, fueling sexism and phenomena such as the gender employment gap and the wage gap. The final part of the thesis explores prevention and protection strategies, citing the importance of the Equal Opportunities Code and the Golfo-Mosca Law. Furthermore, it delves into educational projects like STEP and digital initiatives (e.g., Freeda, Bossy) aimed at deconstructing prejudices and promoting an inclusive narrative. In conclusion, the thesis argues that substantive equality requires a systemic approach capable of transforming socialization agencies into 'laboratories of freedom,' allowing individuals to self-determine beyond gender patterns.
Type
info:eu-repo/semantics/bachelorThesisCollections
- Laurea Triennale [4602]

