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Lo scintillante principe nero e l’apostolo della non violenza, Malcom X e Martin Luther King Jr.

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tesi36992908.pdf (1.021Mb)
Autore
Camminati, Fabio <1975>
Data
2026-03-25
Disponibile dal
2026-04-02
Abstract
Radicalmente diversi ma soprattutto diversamente radicali, entrambi connotati da una radicalità virtuosa che in Malcolm X risiede nella spasmodica ricerca di libertà, giustizia e uguaglianza e che in Martin Luther King si definisce con l’accusa a un sistema immorale e si concretizza, attraverso un’approfondita elaborazione teologica e sociale, nella non violenza quale unica ed estrema soluzione per arrestare quella spirale di odio che avvelenava la nazione americana. Due giganti la cui grandezza emerge nella postura eroica tenuta nell’affrontare il loro destino. In Malcolm c’è la consapevolezza che quella violenza che aveva definito il perimetro della sua vita, contribuito alla costruzione della sua realtà e del suo spazio di azione politica, sarebbe stata la sua condanna. La grazia del Signore accompagna King al martirio chiarendogli che ciò che ha fatto spinto dall’amore è più importante di ciò che perderà. Ma prima di affrontare la morte, i due giganti hanno vissuto. Un’esistenza breve, la cui avventura umana permette di affrontare una stagione del Novecento americano in cui le parole vennero impresse a fuoco nella storia diventando testimonianza di un impegno corale, come quelle pronunciate in occasione della marcia su Washington, e momenti in cui le promesse, come quelle formulate l’11 giugno del 1963 dal presidente Kennedy, si trasformarono in provvedimenti legislativi di portata epocale. Malcolm X e Martin Luther King sono stati entrambi necessari nelle loro differenze, fondamentali nelle sinergie determinate dai loro diversi approcci. Mai, prima di Malcolm e di King, il popolo nero aveva definito con tale potenza la propria identità, percepito orgogliosamente la propria natura, compreso le proprie potenzialità. È un inevitabile ricaduta, come per gravità, cercare di far convergere le due parabole esistenziali in un unicum che definisca un prima e un dopo. Malcolm X e Martin Luther King sono stati questo, una linea di faglia nel Novecento americano.
 
Marked by distinct yet complementary forms of radicalism, Malcolm X and Martin Luther King Jr. embody two essential approaches within the African American freedom movement. Malcolm X’s radicality stems from an uncompromising pursuit of freedom, justice, and equality, shaped by a life defined by structural violence and by his belief that liberation demands a direct confrontation with oppressive systems. King’s radicalism, instead, emerges from a rigorous theological and ethical critique of an unjust social order, crystallizing into nonviolence as the only viable means to interrupt the cycle of racial hatred undermining American democracy. Their historical significance appears in the moral resolve with which they faced their destinies. Malcolm understood that the violence delimiting his existence and shaping his political practice would ultimately determine his fate. King, sustained by a religious vision grounded in love, approached martyrdom aware that actions inspired by moral duty outweigh the loss they require. Before their deaths, both figures inhabited the tensions of their time with exceptional intensity. Their trajectories illuminate a decisive phase of twentieth century America, when public speech became a tool of collective mobilization—as in the March on Washington—and presidential declarations, such as Kennedy’s address of June 11, 1963, translated into transformative civil rights legislation. In their divergences and convergences, Malcolm X and King proved equally indispensable. Never before had Black Americans articulated identity, dignity, and collective potential with such force. Their legacies trace a historical watershed, marking a clear rupture in the political and moral landscape of the American century.
 
Tipo
info:eu-repo/semantics/masterThesis
Collezioni
  • Laurea Magistrale [7402]
URI
https://unire.unige.it/handle/123456789/15401
Metadati
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