Università di Genova logo, link al sitoUniRe logo, link alla pagina iniziale
    • English
    • italiano
  • italiano 
    • English
    • italiano
  • Login
Mostra Item 
  •   Home
  • Tesi
  • Tesi di Laurea
  • Laurea Triennale
  • Mostra Item
  •   Home
  • Tesi
  • Tesi di Laurea
  • Laurea Triennale
  • Mostra Item
JavaScript is disabled for your browser. Some features of this site may not work without it.

Integrazione di tecniche di acquacoltura e restauro ecologico per il ripopolamento della macroalga Ericaria amentacea nel Mar Ligure.

Mostra/Apri
tesi37465903.pdf (17.08Mb)
Autore
Marescotti, Elisabetta <2003>
Data
2026-03-24
Disponibile dal
2026-03-26
Abstract
E. amentacea è una macroalga bruna del gruppo delle Cystoseira s.l. e rappresenta una delle specie “habitat-forming “del mesolitorale inferiore Mediterraneo. Negli ultimi decenni la specie ha subito un marcato declino dovuto alle pressioni antropiche e ai cambiamenti climatici. Nel Mediterraneo sono stati sviluppati 3 diversi approcci di restauro ecologico: trapianto di individui adulti, enhanced recruitment in situ, e ex situ outplanting. Quest’ultimo si è dimostrato efficace per E. amentacea poiché consente di proteggere gli stadi giovanili durante la fase più critica dello sviluppo. Questo studio ha avuto 2 obiettivi: confrontare il protocollo di trapianto ex situ tradizionale con una versione integrata da una fase in acquacoltura e valutare la possibilità di ridurre il periodo di coltivazione in laboratorio da 3 a 2 settimane senza comprometterne l’efficacia. Le attività sono state condotte nell’AMP di Bergeggi, nell’AMP delle 5 Terre e presso l’impianto IMTA di Lavagna. Il protocollo standard prevedeva la coltivazione in laboratorio seguita dal trapianto diretto in mare, mentre quello integrato includeva una fase intermedia di circa 3 mesi nell’impianto di acquacoltura prima del trapianto finale. Parallelamente, è stato confrontato l’effetto di una fase di coltivazione in laboratorio di 3 settimane e di 2 settimane, entrambe seguite dal periodo in acquacoltura e dal trapianto alle 5 Terre. I risultati mostrano che i propaguli sottoposti alla fase in acquacoltura hanno registrato crescita e sopravvivenza superiori rispetto a quelli trapiantati dal laboratorio. Inoltre, non sono emerse differenze significative tra i propaguli coltivati in laboratorio per 2 o 3 settimane. L’integrazione di una fase in acquacoltura è una strategia efficace per ottenere propaguli più robusti senza prolungare la fase indoor. La riduzione della fase di laboratorio da 3 a 2 settimane consente di ottimizzare tempi, risorse e costi, rendendo il protocollo applicabile su larga scala.
 
E. amentacea is a brown macroalga belonging to the Cystoseira s.l. group and represents one of the main habitat-forming species of the lower Mediterranean midlittoral zone. In recent decades, this species has undergone a marked decline due to anthropogenic pressures and climate change. In the Mediterranean, 3 different ecological restoration approaches have been developed: transplantation of adult individuals, in situ enhanced recruitment, and ex situ outplanting. The latter has proven particularly effective for E. amentacea, as it allows protection of early life stages during the most critical phase of development. This study had two main objectives: to compare the traditional ex situ outplanting protocol with a version integrated with an aquaculture phase, and to evaluate whether reducing the laboratory cultivation period from 3 to 2 weeks would affect its effectiveness. Activities were carried out in the MPAs of Bergeggi and Cinque Terre, and at the IMTA facility in Lavagna. The standard protocol involved laboratory cultivation followed by direct transplantation into the sea, whereas the integrated protocol included an intermediate phase of approximately 3 months in the aquaculture facility before final outplanting. In parallel, the effects of a 3-week versus a 2-week laboratory cultivation phase were compared, both followed by aquaculture and transplantation in the 5 Terre MPA. Results showed that propagules subjected to the aquaculture phase exhibited higher growth and survival compared to those transplanted directly from the laboratory. No significant differences were observed between propagules cultivated for 2 or 3 weeks in the laboratory. Overall, integrating an aquaculture phase represents an effective strategy to obtain more robust propagules without extending indoor cultivation. Moreover, reducing the laboratory phase from 3 to 2 weeks optimizes time, resources, and costs, making the protocol suitable for large-scale applications.
 
Tipo
info:eu-repo/semantics/bachelorThesis
Collezioni
  • Laurea Triennale [4465]
URI
https://unire.unige.it/handle/123456789/15390
Metadati
Mostra tutti i dati dell'item

UniRe - Università degli studi di Genova | Informazioni e Supporto
 

 

UniReArchivi & Collezioni

Area personale

Login

UniRe - Università degli studi di Genova | Informazioni e Supporto