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Dissenso e repressione: forme di resistenza artistica nell'URSS e l'autoritarismo russo contemporaneo

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tesi36832904.pdf (1.248Mb)
Author
D'Agostino, Francesca <2003>
Date
2026-02-25
Data available
2026-03-05
Abstract
La censura è uno strumento fondamentale per il controllo dell’opinione delle masse, per il fine rivoluzionario doveva essere controllato ciò che potesse essere detto e come ciò andasse fatto. Nell’ideologia sovietica, ogni sforzo deve essere incentrato al progetto dello stato socialista e l’individualità e i diritti sociali e civili passano in secondo piano, in favore di una visione globale. L’attore principale della repressione in tempo sovietico fu la polizia politica, essa cambiò vari nomi e dipendenze nei ma il suo compito di rigido controllo della società rimase centrale per tutta la durata dell’Unione sovietica. La più grande macchina repressiva sovietica fu il sistema dei Gulag, campi di concentramento e di lavoro. A seguito della destalinizzazione e del rifiuto dei metodi repressivi staliniani, si consolidò l’istituto della psichiatria punitiva. Il dissenso fu resiliente e accanto a movimenti per i diritti umani si sviluppò anche, in segreto, una seconda cultura caratterizzata da movimenti artistici discostati dai dettami socialisti e momenti di aggregazione segreti. La seconda cultura in Unione sovietica fu un fenomeno variegato caratterizzato sia da nuovi contenuti artistici che nuovi mezzi e piattaforme per la diffusione del pensiero non conformista in circoli privati. In Unione sovietica fu difficile esporre le proprie opere, pubblicare propri testi e incidere e diffondere la propria musica al di fuori delle Unioni artistiche e dai dettami del partito; perciò, nacquero diverse istituzioni parallele a quelle ufficiali quali: il samizdat, il magnitizdat e le mostre clandestine. L’ultima parte della mia analisi riguarda gli ultimi anni dell’Unione sovietica e il ripensamento del percorso di apparente democratizzazione della Russia rivelatasi con la svolta autoritaria intrapresa da Vladimir Putin. Putin reprime il dissenso tramite legislazioni e atti di violenza: controlla i media, censura internet e fa imprigionare i propri oppositori.
 
Censorship is a fundamental tool for controlling the opinion of the masses; for revolutionary purposes, what could be said and how it should be said had to be controlled. In Soviet ideology, every effort must be centered on the project of the socialist state, and individuality, social and civil rights take a back seat, in favour of a global vision. The main actor of repression in Soviet times was the political police, it changed various names and dependencies over time but its role of rigid control of society remained central throughout the duration of the Soviet Union. The largest Soviet repressive machine was the Gulag system, including concentration and labor camps. Following the de-Stalinization and rejection of Stalin's repressive methods, the institution of punitive psychiatry was consolidated. Dissent was resilient, and alongside human rights movements, a second culture developed in secret, characterized by artistic movements detached from socialist dictates and secret moments of aggregation. The second culture in the Soviet Union was a varied phenomenon characterized by both new artistic content and new means and platforms for the dissemination of nonconformist thought in private circles. In the Soviet Union, it was difficult to exhibit one's works, publish one's lyrics, and record and disseminate one's music outside of the Artistic Unions and the dictates of the party; therefore, several institutions parallel to the official ones emerged, such as the samizdat, the magnitizdat, and clandestine exhibitions. The final part of my analysis concerns the final years of the Soviet Union and the rethinking of Russia's apparent democratization path, revealed by the authoritarian turn taken by Vladimir Putin. Putin cracks down on dissent through legislation and acts of violence: he controls the media, censors the internet, and has his opponents imprisoned.
 
Type
info:eu-repo/semantics/bachelorThesis
Collections
  • Laurea Triennale [4390]
URI
https://unire.unige.it/handle/123456789/14976
Metadata
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