Dalla polvere alla scrittura in Ansina di Myriam Moscona: il giudeo-spagnolo come lingua della memoria e della resilienza
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Autore
Garbarino, Maia <2001>
Data
2026-02-25Disponibile dal
2026-03-05Abstract
Per secoli, le comunità sefardite hanno subito discriminazioni e persecuzioni che ne hanno causato la dispersione in Europa, Nord Africa e, successivamente, in America Latina. Con loro si diffuse anche il giudeo-spagnolo, elemento identitario fondamentale: da un lato coesione interna, dall’altro tratto distintivo verso l’esterno.
Il giudeo-spagnolo deriva dal castigliano del XV secolo, in particolare del 1492, arricchito dai prestiti linguistici dei paesi ospitanti. Nonostante la sua ricchezza storica e culturale, oggi è in progressivo abbandono ed è considerato dall’UNESCO una lingua in pericolo di estinzione.
Tra il XX e XXI secolo sono nate iniziative per salvaguardarla: istituzioni culturali, corsi, congressi, opere lessicografiche e progetti editoriali, parte del processo di arrebivimyento, promosso dai discendenti sefarditi per mantenere viva la lingua.
La trasmissione del giudeo-spagnolo avviene oggi soprattutto attraverso la scrittura letteraria. Scrittori come Myriam Moscona, autrice messicana di origine sefardita bulgara, mirano a preservarne la memoria culturale e dimostrare che la lingua può ancora esprimersi nella contemporaneità.
Nella sua raccolta poetica, Ansina, Moscona mostra un processo di riattivazione linguistica: il ladino non è solo lingua del ricordo, ma strumento dinamico capace di adattarsi e dialogare con il presente. La raccolta evolve dalla memoria al desiderio di rinascita, fino a una lingua pienamente viva, libera e capace di affrontare ogni tema.
Così, la poesia di Moscona diventa pratica di resistenza culturale e linguistica, restituendo al giudeo-spagnolo uno spazio vitale nella letteratura contemporanea. For centuries, Sephardic communities have suffered discrimination and persecution, which caused their dispersion across Europe, North Africa, and later Latin America. Along with them, Judeo-Spanish spread as well, a fundamental element of identity: on one hand, a source of internal cohesion; on the other, a distinctive trait toward the outside world.
Judeo-Spanish derives from 15th-century Spanish, particularly from the year 1492, enriched over time by linguistic borrowings from the host countries. Despite its historical and cultural richness, it is now gradually declining and is considered by UNESCO to be an endangered language.
Between the 20th and 21st centuries, various initiatives have emerged to safeguard it: cultural institutions, language courses, congresses, lexicographic works, and publishing projects, as part of the arrebivimyento process, promoted by Sephardic descendants to keep the language alive.
Today, the transmission of Judeo-Spanish occurs mainly through literary writing. Writers such as Myriam Moscona, a Mexican author of Bulgarian Sephardic origin, aim to preserve its cultural memory and demonstrate that the language can still express itself in contemporary contexts.
In her poetry collection Ansina, Moscona demonstrates a process of linguistic reactivation: Ladino is not only a language of memory, but a dynamic tool capable of adapting and engaging with the present. The collection progresses from memory to the desire for rebirth, culminating in a language that is fully alive, free, and capable of addressing any theme.
Thus, Moscona’s poetry becomes a practice of cultural and linguistic resistance, restoring Judeo-Spanish a vital space within contemporary literature.
Tipo
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollezioni
- Laurea Magistrale [6915]

