Studio sugli eventi aritmici nei pazienti con sincope a rischio intermedio/intermedio-alto sottoposto a monitoraggio telemetrico: analisi dei dati del Pronto Soccorso dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova
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Author
Boeri, Federica <1990>
Date
2026-01-29Data available
2026-02-19Abstract
La sincope è una perdita di coscienza transitoria dovuta a ipoperfusione cerebrale globale, evento frequente in PS e caratterizzato da un ampio spettro eziologico, che va da forme benigne a condizioni potenzialmente fatali. L’obiettivo principale della gestione in urgenza è la stratificazione del rischio, per distinguere i pazienti dimissibili in sicurezza da quelli che necessitano di osservazione e monitoraggio. Nei pazienti a rischio intermedio-alto, il monitoraggio telemetrico cardiaco rappresenta uno strumento fondamentale per identificare aritmie transitorie non documentabili con il solo ECG basale. Tuttavia, la durata ottimale della telemetria in rimane dibattuta. Questo studio osservazionale retrospettivo analizza i dati di 65 pazienti con sincope a rischio intermedio-alto, monitorati in OBI presso l’Ospedale San Martino tra Gennaio e Settembre 2025. Obiettivo principale è valutare il tempo di comparsa degli eventi aritmici dall’inizio del monitoraggio, per individuare una finestra temporale di osservazione clinicamente efficace. Un evento aritmico è stato documentato nel 33% dei pazienti. Le aritmie più frequenti sono state fibrillazione/flutter atriale, tachicardie sopraventricolari e bradicardie significative; non sono mancati eventi potenzialmente letali come tachicardia ventricolare e asistolia. Il tempo medio di comparsa dell’evento è risultato pari a 19 h, ma solo il 60% degli eventi è stato intercettato entro 24 h. L’estensione del monitoraggio a 36 h ha permesso di identificare l’85% degli eventi, mentre entro 48 ore sono stati rilevati tutti gli eventi aritmici, inclusi quelli a maggiore impatto prognostico. I risultati suggeriscono che una durata standard di 24 h può essere insufficiente nei pz a rischio intermedio-alto. Una strategia di monitoraggio di almeno 36 h, con possibile estensione selettiva a 48 h, appare più sicura e clinicamente appropriata, soprattutto nei pazienti con fattori di rischio multipli o sospetto aritmico persistente Syncope is a transient loss of consciousness due to global cerebral hypoperfusion. It is a common presentation in the Emergency Department and is characterized by a wide etiological spectrum, ranging from benign conditions to potentially life-threatening ones. The primary goal of acute management is risk stratification, in order to distinguish patients who can be safely discharged from those who require observation and monitoring.
In patients at intermediate to high risk, cardiac telemetry monitoring represents a fundamental tool for identifying transient arrhythmias that cannot be documented by baseline ECG alone. However, the optimal duration of telemetry monitoring in the ED/Observation Unit remains a matter of debate.
This retrospective observational study analyzes data from 65 patients with intermediate-to high-risk syncope monitored in the Observation Unit at Policlinico San Martino in Genoa between January and September 2025. The primary objective is to evaluate the time to onset of arrhythmic events from the start of monitoring, in order to identify a clinically effective observation time window.
An arrhythmic event was documented in 33% of patients. The most frequent arrhythmias were atrial fibrillation/flutter, supraventricular tachycardias, and significant bradycardias; potentially life-threatening events such as ventricular tachycardia and asystole were also observed. The mean time to event onset was 19 hours, but only 60% of events were detected within 24 hours. Extending monitoring to 36 hours allowed identification of 85% of events, while all arrhythmic events were detected within 48 hours.
These findings suggest that a standard 24-hour monitoring duration may be insufficient in intermediate- to high-risk patients. A monitoring strategy of at least 36 hours, with possible selective extension to 48 hours, appears safer and more clinically appropriate, particularly in patients with multiple risk factors or persistent suspicion of an arrhythmic cause

