Trattamento chirurgico dei sarcomi retroperitoneali: un approccio multidisciplinare per ottimizzare l'outcome clinico e le complicanze post-operatorie
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Autore
Picardi, Stefano <1989>
Data
2026-01-27Disponibile dal
2026-02-19Abstract
INTRODUZIONE: Il trattamento primario per i sarcomi retroperitoneali è la chirurgia ad intento
curativo alla prima diagnosi. Questo studio ha lo scopo di valutare se un’aggressività chirurgica
maggiore porta ad un miglioramento degli outcomes senza incidere troppo sulle complicanze postoperatorie.
METODI: Sono stati analizzati 33 pazienti operati presso la Clinica Chirurgica 1, successivamente
suddivisi in due gruppi differenziati per il numero di organi resecati con il tumore (A: meno di 3
organi, B: 3 o più organi). Sono stati valutati il tempo libero da recidiva locale a 1,3 e 5 anni attraverso
le curve di Kaplan-Meier e il Test dei Ranghi Logaritmici, e le complicanze post-operatorie attraverso
il Test del Chi Quadrato (χ²) con intervallo di confidenza del 95%.
RISULTATI: È stato dimostrato come l’istotipo più frequente in sede retroperitoneale sia il
liposarcoma, con una maggioranza di casi rappresentata dal de-differenziato e una minoranza di casi
rappresentato dal ben-differenziato e come il gene MDM-2 sia amplificato solo nei liposarcomi. Per
quanto riguarda gli outcomes clinici, il tempo libero da recidiva locale ad 1, 3 e 5 anni non migliora
a seguito di una chirurgia più aggressiva in quanto è stato riscontrato, in tutti e tre i casi, un p>0.005,
ovvero non statisticamente significativo. In particolare, sia i pazienti del gruppo A che i pazienti del
gruppo B sono andati incontro a recidiva locale nel 18% dei casi. Anche per quanto riguarda le
complicanze post-operatorie non è stato riscontrato un significativo aumento statistico.
CONCLUSIONI: A seguito di una chirurgia più aggressiva, nonostante le complicanze postoperatorie
non vadano significativamente ad aumentare, presso l’IRCCS Policlinico San Martino
non si è ancora raggiunto uno standard di cura abbastanza soddisfacente da permettere un
miglioramento degli outcomes clinici, in particolare del tempo libero da recidiva locale. INTRODUCTION: The primary treatment for retroperitoneal sarcomas is surgery with curative intent
at first diagnosis. This study aims to evaluate whether increased surgical aggressiveness leads to
improved outcomes without affecting postoperative complications too much.
METHODS: Thirty-three patients operated on at Clinica Chirurgica 1were analyzed and then divided
into two groups differentiated by the number of organs resected with the tumor (A: less than 3 organs,
B: 3 or more organs). Firstly, local recurrence-free time at 1,3 and 5 years were evaluated by Kaplan-
Meier curves and Logarithmic Ranges Test. Secondly, post-operative complications by Chi Square
Test (χ²) with 95% confidence interval were evaluated as well.
RESULTS: It was shown that the most frequent histotype in the retroperitoneal site is liposarcoma,
with a majority of cases represented by de-differentiated and a minority of cases represented by welldifferentiated,
and how the MDM-2 gene is amplified only in liposarcomas. Regarding clinical
outcomes, local recurrence-free time at 1, 3 and 5 years does not improve following more aggressive
surgery as a p>0.005, i.e not statistically significant, was found in all three cases. Notably, both group
A and group B patients experienced local recurrence in 18% of cases. Postoperative complications
were also not found to be statistically significant.
CONCLUSIONS: As a result of more aggressive surgery, although postoperative complications do
not significantly increase, a standard of care satisfactory enough to allow an improvement in clinical
outcomes, particularly local recurrence free survival, has not yet been achieved at IRCCS Policlinico
San Martino.

