Risultati funzionali a breve e medio termine dopo chirurgia ricostruttiva ureterale: analisi su una casistica retrospettiva della Clinica Urologica del Policlinico San Martino

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Author
Lo Monaco, Lorenzo Luigi Biagio <1994>
Date
2026-02-03Data available
2026-02-12Abstract
Background
Le stenosi ureterali sono condizioni complesse e potenzialmente evolutive, con rischio di danno renale progressivo. L’aumento delle procedure mini‑invasive ed endourologiche ha incrementato l’incidenza di lesioni iatrogene, rendendo essenziale una gestione ricostruttiva accurata. Le tecniche robotiche hanno ampliato le opzioni terapeutiche, ma i risultati funzionali e il confronto tra approcci richiedono ulteriori valutazioni.
Methods
Studio retrospettivo su 65 pazienti (69 unità ureterali) sottoposti a chirurgia ricostruttiva presso l’IRCCS Policlinico San Martino (2018–2025). Sono stati raccolti dati clinici, eziologici, radiologici, tecnica e approccio chirurgico (open, laparoscopico, robotico). Outcome principali: recidiva di stenosi e variazione della funzione renale (creatinina, eGFR). Analisi per-lesion e modello multivariato hanno valutato predittori di recidiva e peggioramento funzionale.
Results
Follow-up mediano: 34 mesi. Il tasso complessivo di recidiva è stato del 12%, con assenza di recidive dopo Boari flap, neouretere ileale o graft mucosali. La funzione renale è rimasta stabile nella maggior parte dei pazienti, con peggioramento clinicamente significativo nel 3,1%. L’approccio open è risultato associato a un calo più marcato dell’eGFR rispetto al robotico nel modello multivariato. Nessuna differenza significativa è stata rilevata rispetto all’età o al tipo di ricostruzione.
Conclusions
La chirurgia ricostruttiva ureterale offre elevati tassi di successo e buona preservazione della funzione renale quando eseguita in centri specializzati. L’approccio robotico potrebbe garantire migliori esiti funzionali rispetto alla chirurgia open, pur considerando la maggiore complessità dei casi trattati in quest’ultima. Una corretta selezione della tecnica, l’attenzione alla vascolarizzazione e un follow-up strutturato sono elementi centrali per ridurre il rischio di recidiva. Background
Ureteral strictures are a heterogeneous and clinically demanding condition with potential risk of progressive renal impairment. The increasing adoption of minimally invasive and endourological procedures has led to a rise in iatrogenic injuries, highlighting the importance of accurate reconstructive management. Robotic surgery has expanded reconstructive possibilities, yet comparative functional outcomes and predictors of failure remain areas of active investigation.
Methods
A retrospective study was conducted on 65 patients (69 ureteral units) who underwent ureteral reconstructive surgery at IRCCS Policlinico San Martino between 2018 and 2025. Collected data included clinical variables, stricture characteristics, surgical approach (open, laparoscopic, robotic), and reconstructive technique (ureteral reimplantation, end‑to‑end anastomosis, Boari flap, mucosal grafts, ileal ureter). Primary outcomes were stricture recurrence and postoperative renal function (creatinine, eGFR). Per‑lesion analysis and multivariate linear modeling were performed to identify predictors of recurrence and renal function decline.
Results
The median follow‑up was 34 months. The overall recurrence rate was 12%, with no recurrences after Boari flap, ileal ureter substitution, or mucosal graft ureteroplasty. Renal function remained stable in most patients, with clinically significant deterioration observed in only 3.1%. Multivariate analysis showed that the open approach was associated with a greater decline in eGFR compared with the robotic approach, while age and reconstruction type were not significant predictors.
Conclusions
Ureteral reconstructive surgery performed in a high‑volume center demonstrates high success rates and good renal function preservation. Robotic surgery may offer functional advantages over open procedures, although case complexity may contribute to these differences. Optimal outcomes rely on appropriate technique selection, preservation of ureteral vasculari

