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Il salario minimo in Italia: evoluzione legislativa e contrattazione collettiva

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tesi36592902.pdf (497.4Kb)
Autore
Merighi, Guglielmo <1998>
Data
2026-02-10
Disponibile dal
2026-02-12
Abstract
La presente tesi analizza il tema del salario minimo nell’ordinamento giuridico italiano, con particolare attenzione al ruolo svolto dalla contrattazione collettiva e dalla giurisprudenza nella tutela del diritto alla giusta retribuzione, in assenza di un salario minimo legale. La scelta dell’argomento è motivata dalla crescente diffusione del lavoro povero, dalla frammentazione del sistema contrattuale e dal rinnovato dibattito politico e giuridico sull’opportunità di introdurre un minimo salariale per legge, anche alla luce della Direttiva (UE) 2022/2041 sui salari minimi adeguati. L’elaborato prende avvio dall’analisi dei fondamenti costituzionali della retribuzione, con riferimento agli artt. 36 e 39 Cost., per poi esaminare il ruolo della contrattazione collettiva quale principale strumento di determinazione dei minimi salariali e il contributo della giurisprudenza nell’attuazione del principio di sufficienza retributiva mediante l’utilizzo parametrico dei contratti collettivi. L’indagine si sviluppa attraverso l’esame coordinato delle fonti costituzionali, legislative e giurisprudenziali, nonché dei principali orientamenti dottrinali in materia. La tesi mette in luce le criticità dell’attuale assetto, in particolare quelle connesse alla proliferazione dei contratti collettivi privi di adeguata rappresentatività, e conclude con una valutazione delle possibili modalità di introduzione di un salario minimo legale e dei relativi effetti sull’equilibrio tra autonomia collettiva e tutela costituzionale del lavoro.
 
This thesis examines the issue of the minimum wage in the Italian legal system, with particular focus on the role played by collective bargaining and case law in ensuring the right to fair remuneration in the absence of a statutory minimum wage. The choice of the topic is motivated by the increasing spread of in-work poverty, the fragmentation of the collective bargaining system, and the renewed political and legal debate on the introduction of a legal minimum wage, also in light of Directive (EU) 2022/2041 on adequate minimum wages. The analysis starts with an examination of the constitutional foundations of remuneration, with specific reference to Articles 36 and 39 of the Italian Constitution, and then addresses the role of collective bargaining as the primary instrument for determining minimum wage levels, as well as the contribution of the judiciary in enforcing the principle of adequate remuneration through the parametric use of collective agreements. The research is conducted through a systematic analysis of constitutional provisions, statutory law, and judicial decisions, alongside the main doctrinal interpretations developed in labour law scholarship. The thesis highlights the main weaknesses of the current system, particularly those arising from the proliferation of collective agreements lacking sufficient representativeness and concludes with an assessment of the possible models for introducing a statutory minimum wage and their implications for the balance between collective autonomy and constitutional protection of labour.
 
Tipo
info:eu-repo/semantics/bachelorThesis
Collezioni
  • Laurea Triennale [4174]
URI
https://unire.unige.it/handle/123456789/14676
Metadati
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