Reati perseguibili dalla Corte Penale Internazionale : Prospettive in tema di Ecocidio

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Autore
Ceccarelli, Pietro <1989>
Data
2026-02-09Disponibile dal
2026-02-12Abstract
Il presente lavoro monografico indaga l'evoluzione del diritto internazionale penale verso la tutela degli equilibri ecosistemici, ponendo al centro del dibattito la transizione dal paradigma antropocentrico a quello ecocentrico. Partendo da un’esperienza diretta con la questione del popolo Mapuche e la dimensione ancestrale del territorio, la ricerca analizza criticamente l’insufficienza delle attuali agende politiche globali, spesso confinate in logiche emergenziali e frammentate. L’indagine si focalizza sul diritto internazionale penale quale locus giuridico d’elezione per una protezione effettiva della biosfera, bene intrinsecamente transnazionale che sfida i confini della sovranità statuale. Attraverso un metodo comparatistico e una disamina tecnico-giuridica, lo studio si articola in tre direttrici fondamentali:
L’architettura istituzionale: l’esame della ratio ispiratrice dello Statuto di Roma e della Corte Penale Internazionale (CPI).
I crimina iuris gentium: l'analisi delle fattispecie vigenti e della loro matrice originaria antropocentrica, evidenziandone i limiti rispetto alla protezione della natura come processo generativo (Bios e Gea).
Prospettive di de jure condendo: la valutazione dell’introduzione dell’Ecocidio come quinta fattispecie incriminatrice. La ricerca affronta gli ostacoli dogmatici — in particolare i principi di determinatezza e offensività — che si oppongono al riconoscimento dell’ambiente come soggetto autonomo di diritti.
In conclusione, il lavoro sostiene che, nonostante la crisi di legittimità del multilateralismo, l’adozione di un paradigma ecocentrico rappresenti l’imperativo categorico necessario per elevare la tutela della "casa comune" a pilastro della giustizia penale globale, garantendo così la sopravvivenza della biosfera. This monographic work investigates the evolution of international criminal law toward the protection of ecosystemic balances, centering the debate on the transition from an anthropocentric to an ecocentric paradigm. Drawing from direct experience with the Mapuche people's struggle and the ancestral dimension of their land, the research critically analyzes the inadequacy of current global political agendas, which are often confined to fragmented and emergency-driven logics. The investigation identifies international criminal law as the elective locus iuridicus for the effective protection of the biosphere—an intrinsically transnational good that defies the territorial boundaries of state sovereignty. Adopting a comparative method and a technical-legal examination, the study is structured along three fundamental axes:
The Institutional Architecture: An examination of the inspiring ratio of the Rome Statute and the International Criminal Court (ICC).
The Crimina Iuris Gentium: An analysis of current offenses and their originally anthropocentric matrix, highlighting their limitations regarding the protection of nature as a continuous generative process (Bios and Gea).
Prospects de jure condendo: An evaluation of the introduction of Ecocidie as a fifth core crime.
The research addresses the dogmatic obstacles—specifically the principles of specificity (determinatezza) and harm (offensività)—that hinder the recognition of the environment as an autonomous subject of rights.
In conclusion, this work contends that, despite the legitimacy crisis of multilateralism, the adoption of an ecocentric paradigm represents the categorical imperative necessary to elevate the protection of the "common home" to a pillar of global criminal justice, thereby ensuring the survival of the biosphere.
Tipo
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollezioni
- Laurea Magistrale [6829]

