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Responsabilità penale e stereotipi di genere: profili storico-giuridici della criminalità femminile

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tesi36544902.pdf (600.0Kb)
Autore
Mattiucci, Ludovica <1992>
Data
2026-02-04
Disponibile dal
2026-02-12
Abstract
La ricerca si fonda sulla constatazione che il diritto penale abbia storicamente faticato a riconoscere la donna come soggetto pienamente responsabile della propria condotta criminale. La criminalità femminile è stata a lungo interpretata attraverso schemi culturali e simbolici che hanno inciso sulla costruzione della colpevolezza, producendo rappresentazioni oscillanti tra attenuazione della responsabilità e stigmatizzazione morale. La tesi analizza la persistenza e la trasformazione di tali schemi, dalla persecuzione della stregoneria medievale alle elaborazioni della criminologia moderna, mettendo in luce la continuità di stereotipi di genere apparentemente razionali e scientifici. Una parziale discontinuità è individuata nel Codice Zanardelli, mentre una critica più radicale emerge solo con la criminologia femminista della seconda metà del Novecento. Attraverso l'esame di alcune esperienze emblematiche, la ricerca evidenzia come la violenza e il potere criminale rientrino pienamente anche nell'agire femminile. L'analisi della detenzione femminile contemporanea consente infine di problematizzare le persistenti ambiguità del sistema penale, sottolineando l'esigenza di un approccio capace di riconoscere la responsabilità delle donne autrici di reato.
 
The research is based on the observation that criminal law has historically struggled to recognize women as fully responsible for their criminal conduct. Female criminality has long been interpreted through cultural and symbolic frameworks that have influenced the construction of guilt, producing representations that oscillate between attenuation of responsibility and moral stigmatization. The thesis analyzes the persistence and transformation of these frameworks, from the medieval persecution of witchcraft to the developments of modern criminology, highlighting the continuity of seemingly rational and scientific gender stereotypes. A partial discontinuity is identified in the Zanardelli Code, while a more radical critique emerges only with feminist criminology in the second half of the twentieth century. Through the examination of several emblematic experiences, the research highlights how violence and criminal power are also fully embedded in female agency. Finally, the analysis of contemporary female detention allows us to question the persistent ambiguities of the penal system, underlining the need for an approach capable of recognizing the responsibility of female offenders.
 
Tipo
info:eu-repo/semantics/bachelorThesis
Collezioni
  • Laurea Triennale [4174]
URI
https://unire.unige.it/handle/123456789/14643
Metadati
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