Abitare la decolonialità — saperi, corpi e pratiche femministe di liberazione: il caso boliviano
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Autore
Genova, Gaia Giulia <1997>
Data
2026-02-06Disponibile dal
2026-02-12Abstract
Questa tesi prende avvio dai concetti di abitare, vivere e attraversare il territorio di Abya Yala per esplorare la relazione tra decolonialità e femminismi. La ricerca si concentra sul contesto boliviano, e in particolare su come i movimenti femministi di La Paz ed El Alto affrontino le disuguaglianze prodotte dalla colonialità del potere, del sapere e dell’essere, mettendo in discussione le gerarchie epistemologiche dei contesti accademici e sociali europeizzati e occidentalizzati.
L’approccio adottato è decoloniale, qualitativo e riflessivo. Il lavoro sul campo si è basato su interviste semi-strutturate con attiviste, conversazioni informali con docenti e attiviste, nonché su una partecipazione attiva a momenti collettivi femministi e comunitari, quali incontri e marce. La ricerca raccoglie una pluralità di voci in dialogo tra loro, costruendo una trama di racconti fatta di pratiche, linguaggi e posizionamenti centrali nel tessuto sociale boliviano.
Dall’analisi emerge una distanza tra la teoria accademica della decolonialità e le pratiche quotidiane di resistenza alle molteplici forme di oppressione. Emerge inoltre un posizionamento critico rispetto al linguaggio, che privilegia termini come decolonizzazione e anticoloniale, percepiti come più aderenti a una concretezza dell’azione rispetto all’astrattezza teorica della decolonialità. A partire da questa riflessione linguistica, la tesi interroga il concetto di estrattivismo epistemico e indaga il potenziale trasformativo delle pratiche decolonizzanti nel contesto italiano e internazionale. In tale cornice, il femminismo si configura come uno strumento collettivo fondamentale di resistenza, cura e affermazione e rielaborazione identitaria. This thesis starts from the concepts of inhabiting, living in, and moving through the territory of Abya Yala in order to explore the relationship between decoloniality and feminisms. The research focuses on the Bolivian context, and in particular on how feminist movements in La Paz and El Alto address the inequalities produced by the coloniality of power, knowledge, and being, while challenging the epistemological hierarchies of Europeanized and Westernized academic and social contexts.
The adopted approach is decolonial, qualitative, and reflexive. Fieldwork was based on semi-structured interviews with activists, informal conversations with academics and activists, as well as active participation in feminist and community collective spaces, such as meetings and marches. The research brings together a plurality of voices in dialogue with one another, constructing a narrative framework composed of practices, languages, and positionalities that are central to the Bolivian social fabric.
The analysis reveals a gap between the academic theory of decoloniality and the everyday practices of resistance to multiple forms of oppression. It also highlights a critical positioning toward language, privileging terms such as decolonization and anticolonial, which are perceived as more closely aligned with concrete action than with the theoretical abstraction of decoloniality. Building on this linguistic reflection, the thesis interrogates the concept of epistemic extractivism and explores the transformative potential of decolonizing practices in the Italian and international contexts. Within this framework, feminism emerges as a fundamental collective tool for resistance, care, and the affirmation and reworking of identity.
Tipo
info:eu-repo/semantics/bachelorThesisCollezioni
- Laurea Triennale [4174]

