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Il Sirolimus come trattamento efficace nell'Anemia Emolitica Autoimmune primaria cronica/refrattaria dell'età pediatrica

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tesi36552902.pdf (890.4Kb)
Autore
Savino, Valentina <1993>
Data
2026-01-26
Disponibile dal
2026-02-05
Abstract
Introduzione: L’anemia emolitica autoimmune (AEA) è una patologia rara in età pediatrica che può presentare un decorso cronico o refrattario. La gestione terapeutica dei pazienti che non rispondono alle terapie di prima linea rappresenta ancora oggi una sfida impegnativa. Sebbene il sirolimus abbia dimostrato efficacia nella sindrome linfoproliferativa autoimmune (ALPS) e nella sindrome di Evans (ES), i dati sul suo utilizzo nell’AEA primaria sono limitati. Metodi: È stato condotto uno studio retrospettivo monocentrico includendo bambini affetti da AEA o aplasia pura della serie rossa (PRCA) primaria trattati con sirolimus tra aprile 2002 e novembre 2025 presso il nostro Centro. Sono stati esclusi i pazienti con diagnosi di ALPS o sindrome di Evans. Il sirolimus è stato somministrato come terapia di mantenimento alla dose iniziale di 2 mg/m², successivamente adeguata in base ai livelli ematici. La risposta è stata definita come completa (CR) o parziale (PR) secondo criteri clinico-laboratoristici condivisi. Risultati: Sono stati inclusi 15 pazienti pediatrici (età mediana 4,3 anni). L’emoglobina mediana alla diagnosi era di 5,6 g/dL. Il sirolimus è stato introdotto prevalentemente come seconda o successiva linea di terapia. Tutti i pazienti hanno mostrato una risposta: 13 (87%) hanno ottenuto una CR e 2 (13%) una PR. Il tempo mediano alla risposta è stato di 44 giorni. Durante un follow-up mediano di 6,4 anni, sei pazienti hanno presentato una recidiva, risolta mediante aggiustamento posologico o reintroduzione del farmaco. Il trattamento è risultato ben tollerato e nessun paziente ha sospeso la terapia a causa di eventi avversi. Le analisi genetiche non hanno evidenziato mutazioni patogenetiche. Conclusioni: Il sirolimus rappresenta un’opzione terapeutica efficace e sicura nei bambini con AEA/PRCA primaria, cronica o refrattaria alle terapie di prima linea. Studi prospettici e su campioni più ampi sono necessari per confermare questi risultati.
 
Background: Autoimmune hemolytic anemia (AIHA) is a rare pediatric disorder that may follow a chronic or refractory course. Therapeutic management beyond first-line corticosteroids remains challenging. Although sirolimus has demonstrated efficacy in autoimmune lymphoproliferative syndrome and Evans syndrome, data on its use in primary AIHA are limited. Methods: We conducted a retrospective single-center study including children with chronic or refractory primary AIHA/PRCA treated with sirolimus. Patients with autoimmune lymphoproliferative syndrome or Evans syndrome were excluded. Sirolimus was administered as maintenance therapy with dose adjustments based on blood levels. Treatment response was defined as complete (CR) or partial (PR) according to hemoglobin levels and clinical evidence of hemolysis. Results: Fifteen patients (median age 4.3 years) were included. Median hemoglobin at diagnosis was 5.6 g/dL. Sirolimus was initiated mainly as second or subsequent line therapy. All patients responded: 13 (87%) achieved CR and 2 (13%) PR. Median time to response was 44 days. During a median follow-up of 6.4 years, six patients experienced relapse, resolved by dose adjustment or drug reintroduction. Treatment was well tolerated, with no permanent discontinuations due to adverse events. Genetic analyses did not reveal pathogenic variants. Conclusions: Sirolimus appears to be an effective and well-tolerated steroid-sparing option in children with chronic or refractory primary AIHA or PRCA. Prospective studies are needed to further define its role in pediatric treatment algorithms.
 
Tipo
info:eu-repo/semantics/doctoralThesis
Collezioni
  • Scuola di Specializzazione [516]
URI
https://unire.unige.it/handle/123456789/14569
Metadati
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