Eligere. Ignazio Gardella nel design italiano

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Autore
Carena, Pietro <2001>
Data
2025-12-17Disponibile dal
2025-12-25Abstract
Parlare di Ignazio Gardella significa parlare del Novecento: un secolo complesso, segnato da rivoluzioni, crisi e trasformazioni veloci. L’analogia tra un singolo progettista e un intero secolo risiede nella capacità camaleontica di Gardella, che seppe adattarsi ai cambiamenti della cultura progettuale mantenendo sempre un rigoroso equilibrio tra tradizione e innovazione. Nato agli inizi del ’900 e scomparso alle soglie del nuovo millennio, attraversò quasi tutte le stagioni dell’architettura e del design contemporaneo: dal razionalismo all’industrial design, dal radical al disegno assistito dai primi software. Si potrebbe dire che Gardella ci abbi insegnato l’eleganza del rigore: un’eleganza intesa come eligere, scegliere la forma più appropriata tra le molte possibili. Un’eleganza moderna, radicata nel passato ma capace di proiettarsi nel futuro, come il suo stesso modo di intendere il progetto. Questa tesi indaga il suo contributo al design, analizzando criticamente i prodotti e la loro percezione attuale. Come scriveva Lavoisier, “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”: anche nel design, ciò che sopravvive è determinato dal gusto, dall’evoluzione dei linguaggi e dal valore simbolico che gli oggetti riescono a mantenere nel tempo. Il design gardelliano gode ancora oggi di una certa fortuna, complice la crescente riedizione dei suoi pezzi e la loro presenza sulle riviste internazionali. Ma si tratta di un successo continuo o di un ritorno di moda? Cosa porta un individuo contemporaneo a scegliere un oggetto di design, e perché alcuni designer coevi di Gardella non sono mai usciti dal mercato? Questa ricerca tenta di rispondere a tali domande, con l’obiettivo di delineare un primo quadro critico del design gardelliano. Speaking about Ignazio Gardella means speaking about the twentieth century: a complex era marked by revolutions, crises, and rapid transformations. The parallel between a single designer and an entire century lies in Gardella’s chameleonic ability to adapt, maintaining a careful balance between tradition and innovation. Born at the beginning of the 1900s and passing away on the threshold of the new millennium, he experienced almost every season of modern architecture and design: from Rationalism to industrial design, from Radical movements to the early use of computer-aided drawing. One could say that Gardella taught us the elegance of rigor: an elegance understood as eligere, choosing the most appropriate form among the many possible. A modern elegance, rooted in the past yet able to project itself into the future, just like his own way of conceiving design. This thesis investigates his contribution to design, critically analyzing his products and their contemporary perception. As Lavoisier wrote, “nothing is created, nothing is destroyed, everything is transformed”: in design as well, what survives depends on taste, on the evolution of languages, and on the symbolic value that objects manage to preserve over time. Gardella’s design still enjoys a certain fortune today, supported by the increasing reissue of his pieces and their presence in international magazines. But is this the sign of continuous success, or a renewed trend? What leads a contemporary individual to choose one design object over another, and why have some designers of Gardella’s generation never disappeared from the market? This research seeks to address these questions, aiming to offer the first organic overview of Gardella’s design.
Tipo
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollezioni
- Laurea Magistrale [6794]

