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In principio era il Logos. L'evoluzione della lingua attraverso i media.

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tesi35081843.pdf (565.9Kb)
allegato350818431.pdf (13.06Mb)
Author
Parodi, Sofia <2000>
Date
2025-11-14
Data available
2025-11-20
Abstract
Questa tesi indaga l’evoluzione del linguaggio in relazione ai media, dall’antica nozione di logos fino all’era algoritmica. L’assunto di partenza è che parola e mezzo non siano mai stati separati: ogni forma di comunicazione è stata amplificata, vincolata o trasformata dallo strumento che la trasmetteva. Dalle tradizioni orali alla pagina stampata, dalla propaganda dei regimi totalitari fino alla brevità dei tweet e all’economia visiva delle emoji, ogni epoca ha mostrato una propria forma di “purificazione linguistica”. L’analisi si concentra quindi sul presente e sul futuro prossimo, in cui gli algoritmi operano come censori invisibili: filtrando i discorsi e favorendo l’emergere di nuove strategie comunicative come l’algospeak. Per comprendere la portata di questi fenomeni, un’analisi di ampio respiro, che intrecci l’esame di momenti storici concreti con quello di immaginari distopici, è irrinunciabile; e permette di mettere in luce come il controllo del linguaggio si traduca, in ultima istanza, in controllo del pensiero. La conclusione è che la libertà di espressione non possa essere disgiunta dai media che la modellano, e che il futuro del logos dipenderà dalla nostra capacità di riconoscere e fronteggiare il potere delicato e pervasivo delle IA e, in senso più ampio, della mediazione digitale.
 
This thesis explores the evolution of language through the media, from the ancient notion of logos to the algorithmic era. It argues that language and media have always shaped one another: the word has never existed in isolation, but has been amplified, constrained, or transformed by the medium that carried it. From oral traditions to the printed page, from propaganda under totalitarian regimes to the brevity of tweets and the visual economy of emojis, each stage reveals a form of “linguistic purification” — a reduction, simplification, or reconfiguration of expression. The thesis then turns to the present and future, where algorithms act as invisible censors, filtering discourse and prompting the rise of “algospeak.” Finally, it examines dystopian imaginaries — Orwell, Atwood, Huxley, Stangerup — to reflect on how control over language is ultimately control over thought. The central claim is that the struggle for free expression is inseparable from the media that shape it, and that the future of logos will depend on how we confront the soft but pervasive power of digital mediation.
 
Type
info:eu-repo/semantics/bachelorThesis
Collections
  • Laurea Triennale [4133]
URI
https://unire.unige.it/handle/123456789/13702
Metadata
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