<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" version="2.0">
<channel>
<title>Tesi</title>
<link>https://unire.unige.it/handle/123456789/854</link>
<description>Archivio digitale delle tesi di Laurea</description>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 15:23:25 GMT</pubDate>
<dc:date>2026-10-08T15:23:25Z</dc:date>
<image>
<title>Tesi</title>
<url>http://unire.unige.it:80/bitstream/id/bd4aebd5-db92-4e86-bee0-dd96f02e22b3/</url>
<link>https://unire.unige.it/handle/123456789/854</link>
</image>
<item>
<title>L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE GENERATIVA NELLA PROPAGANDA DI GUERRA CONTEMPORANEA</title>
<link>https://unire.unige.it/handle/123456789/16910</link>
<description>L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE GENERATIVA NELLA PROPAGANDA DI GUERRA CONTEMPORANEA
Mittler, Sofia &lt;2002&gt;
Il presente lavoro ha lo scopo di analizzare l'uso dell'intelligenza artificiale generativa nella propaganda di guerra contemporanea. A guidare la ricerca è una domanda che nasce da due possibilità apparentemente opposte: che cosa accade al nostro modo di conoscere una guerra quando una tecnologia può contribuire a creare la testimonianza di qualcosa che non è avvenuto e, al tempo stesso, a far dubitare di una testimonianza autentica? In entrambi i casi, il problema riguarda il passaggio dall'evento al giudizio che il pubblico riesce a formarsi su di esso, un passaggio già difficile durante un conflitto, quando le informazioni arrivano in modo frammentario e il bisogno di capire precede spesso la possibilità di verificare.
La propaganda si inserisce da sempre in questo intervallo. Prima delle piattaforme digitali e dei contenuti generativi, era già possibile scegliere quali fatti rendere visibili, attribuire loro un significato e costruire un racconto capace di orientare il pubblico. Le nuove tecnologie agiscono quindi su pratiche che hanno una storia, ma introducono anche possibilità che meritano di essere esaminate nel loro insieme. Produrre rapidamente versioni diverse di un messaggio, dare voce o volto a chi non ha pronunciato determinate parole e creare immagini plausibili in assenza di documentazione verificata sono operazioni diverse, accomunate dalla capacità di intervenire su ciò che le persone incontrano mentre cercano di capire che cosa sia accaduto.
Per questo la tesi comincia chiarendo che cosa si intenda per propaganda e in che modo essa si distingua dalla persuasione, dalla disinformazione e dalla manipolazione. La successiva ricostruzione del passaggio dai mezzi di comunicazione di massa all'ambiente digitale permette di comprendere perché la circolazione di un contenuto conti quanto il contenuto stesso. Su queste basi viene esaminato in modo più tecnico l'uso dell'intelligenza artificiale generativa nella produzione e nella personalizzazione dei mes; The present study aims to analyse the use of generative artificial intelligence in contemporary war propaganda. The research is guided by a question arising from two seemingly opposing possibilities: what happens to the way we understand a war when a technology can contribute to creating testimony of something that never occurred and, at the same time, cast doubt on authentic testimony? In both cases, the issue concerns the transition from the event itself to the judgement that the public is able to form about it—a transition that is already difficult during a conflict, when information reaches audiences in a fragmented manner and the need to understand often precedes the possibility of verification.

Propaganda has always operated within this gap. Even before digital platforms and generative content, it was already possible to select which facts to make visible, assign meaning to them, and construct a narrative capable of shaping public perceptions. New technologies therefore build upon practices with a long history, while also introducing possibilities that deserve to be examined as a whole. Rapidly producing different versions of a message, giving a voice or a face to individuals who never uttered certain words, and creating plausible images in the absence of verified documentation are distinct operations, yet they are united by their ability to intervene in what people encounter while trying to understand what has happened.

For this reason, the thesis begins by clarifying what is meant by propaganda and how it differs from persuasion, disinformation, and manipulation. The subsequent reconstruction of the transition from mass media to the digital environment helps explain why the circulation of content matters as much as the content itself. On this basis, the use of generative artificial intelligence is then examined from a more technical perspective, with particular attention to the production and personalisation of messages, the simulation of interactions, and
</description>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">https://unire.unige.it/handle/123456789/16910</guid>
<dc:date>2026-10-06T00:00:00Z</dc:date>
</item>
<item>
<title>Confederalismo Democratico nell'Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del Nord-Est</title>
<link>https://unire.unige.it/handle/123456789/16909</link>
<description>Confederalismo Democratico nell'Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del Nord-Est
Soave, Francesca &lt;2004&gt;
Questa tesi si propone di indagare il Confederalismo Democratico sia nella sua dimensione teorica, elaborata da Abdullah Öcalan, sia come teoria inspiratrice dell'esperienza dell’Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del Nord-Est, in Kurdistan.
Riassume dapprima l'evoluzione della questione curda, poi si focalizza sulla figura di Öcalan e sulle radici teoriche della sua produzione filosofica. 
In seguito approfondisce la vicende del Rojava (la Siria del Nord-Est),  inserendole nel contesto della guerra civile siriana ed evidenziandone gli aspetti salienti sul piano politico e sociale.
Infine, si sofferma sull’epilogo dell'esperienza di Confederalismo Democratico in Rojava, tentando di delineare possibili trame future.; This thesis aims to investigate Democratic Confederalism both in its theoretical dimension, developed by Abdullah Öcalan, and as the inspiring theory behind the experience of the Democratic Autonomous Administration of North and East Syria, in Kurdistan.
It first summarizes the evolution of the Kurdish question, then focuses on the figure of Öcalan and the theoretical roots of his philosophical work.
Subsequently, it explores the events of Rojava (North-East Syria), placing them within the context of the Syrian civil war and highlighting their salient political and social aspects.
Finally, it addresses the epilogue of the Democratic Confederalism experience in Rojava, attempting to outline possible future scenarios.
</description>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">https://unire.unige.it/handle/123456789/16909</guid>
<dc:date>2026-10-06T00:00:00Z</dc:date>
</item>
<item>
<title>Oltre il cemento: rigenerazione sociale nel quartiere CEP.</title>
<link>https://unire.unige.it/handle/123456789/16908</link>
<description>Oltre il cemento: rigenerazione sociale nel quartiere CEP.
Marri, Chiara &lt;2003&gt;
La rigenerazione urbana nelle periferie fragili richiede il superamento del mero recupero fisico per abbracciare una ricostruzione integrata del tessuto socio-economico. In contesti, però, segnati da vulnerabilità e discontinuità amministrativa, la partecipazione rischia di ridursi a una semplice pratica simbolica. Questa ricerca indaga in che misura un processo di rigenerazione possa essere realmente partecipato e co-prodotto, analizzando il caso del Centro Sportivo di via Novella nel quartiere CEP di Genova (finanziamento PNRR-PINQuA). Il CEP unisce indicatori di fragilità elevati a una vivace rete associativa capace di sopperire alle carenze istituzionali. Attraverso un approccio qualitativo e la triangolazione metodologica (analisi documentale, osservazione partecipante e interviste a istituzioni e stakeholder), lo studio evidenzia un grosso divario tra la narrazione pubblica e la percezione locale. Se i documenti descrivono un percorso di "amministrazione condivisa", gli stakeholder denunciano un coinvolgimento limitato, definendo l'opera una "cattedrale nel deserto" e segnalando criticità funzionali e una mancata corrispondenza con i bisogni primari del quartiere. I risultati dimostrano che la qualità architettonica e i tavoli formali non garantiscono il successo dell'intervento. La partecipazione richiede un processo continuo di costruzione di fiducia che incida sulle decisioni fin dalle fasi iniziali. Senza un reale radicamento sociale e il superamento delle fratture tra istituzioni e territorio, anche gli investimenti più ingenti rischiano di fallire nell'integrazione con il tessuto comunitario.; Urban regeneration in fragile peripheries requires moving beyond mere physical recovery to embrace an integrated reconstruction of the socio-economic fabric. However, in contexts marked by vulnerability and administrative discontinuity, participation risks being reduced to a mere symbolic practice. This research investigates the extent to which a regeneration process can be truly participatory and co-produced, analyzing the case of the Via Novella Sports Center in the CEP neighborhood of Genoa (PNRR-PINQuA funding). The CEP area combines high fragility indicators with a vibrant associative network capable of compensating for institutional shortcomings.
Through a qualitative approach and methodological triangulation (documentary analysis, participant observation, and interviews with institutions and stakeholders), the study highlights a significant gap between the public narrative and local perception. While the documents describe a path of "shared administration," stakeholders report limited involvement, describing the facility as a "cathedral in the desert" and pointing out functional flaws and a misalignment with the neighborhood's primary needs.
The results demonstrate that architectural quality and formal consultation tables do not guarantee the success of the intervention. Participation requires a continuous process of trust-building that influences decision-making from the earliest stages. Without genuine social rootedness and overcoming the divides between institutions and the territory, even the most substantial investments risk failing to integrate with the community fabric.
</description>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">https://unire.unige.it/handle/123456789/16908</guid>
<dc:date>2026-10-06T00:00:00Z</dc:date>
</item>
<item>
<title>La nuova leadership siriana: passato e futuro nel contesto politico siriano</title>
<link>https://unire.unige.it/handle/123456789/16907</link>
<description>La nuova leadership siriana: passato e futuro nel contesto politico siriano
Martino, Lorenzo &lt;2003&gt;
La trasformazione, rapida e per molti versi sorprendente, attuata dal nuovo presidente rende il caso siriano di particolare interesse per lo studio delle relazioni internazionali. La Siria non è relegata alla periferia del sistema internazionale, ma rappresenta piuttosto un laboratorio geopolitico nel quale si ridefiniscono alleanze, equilibri regionali e modelli di transizione post-conflitto. Comprendere la direzione che prenderà il paese significa capire una parte importante delle trasformazioni in atto in Medio Oriente.
La tesi muove i suoi passi a partire da una domanda: la nuova leadership siriana riuscirà a superare le cause profonde che hanno portato allo scoppio del conflitto civile, oppure rischia di riprodurre le stesse problematiche?
Per rispondere, il lavoro cerca di analizzare contemporaneamente il passato e il futuro del contesto politico siriano, nella consapevolezza che non si possano valutare le prospettive della transizione senza partire dalla comprensione delle cause profonde del conflitto.
Dopo quattordici lunghi anni di conflitto civile la Siria vive una rara finestra di opportunità.  Queste opportunità, però, svaniranno se la nuova leadership privilegerà il controllo rispetto al consenso.; The transformation, rapid and in many ways surprising, carried out by the new president makes the Syrian case of particular interest for the study of international relations. Syria is not relegated to the periphery of the international system, but rather represents a geopolitical laboratory in which alliances, regional balances, and post-conflict transition models are redefined. Understanding the direction the country will take means understanding an important part of the transformations taking place in the Middle East.
The thesis begins with a question: will the new Syrian leadership be able to overcome the root causes that led to the outbreak of the civil conflict, or does it risk reproducing the same problems?
To answer this question, the paper seeks to simultaneously analyze the past and future of the Syrian political context, recognizing that transition prospects cannot be assessed without understanding the root causes of the conflict.
After fourteen long years of civil conflict Syria is experiencing a rare window of opportunity.  These opportunities, however, will vanish if the new leadership prioritizes control over consensus.
</description>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">https://unire.unige.it/handle/123456789/16907</guid>
<dc:date>2026-10-06T00:00:00Z</dc:date>
</item>
</channel>
</rss>
