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<title>Laurea Magistrale</title>
<link>https://unire.unige.it/handle/123456789/2600</link>
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<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 05:12:26 GMT</pubDate>
<dc:date>2026-08-20T05:12:26Z</dc:date>
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<title>Dal danno placentare all'esito neonatale: studio autoptico integrato nei nati a termine e pre-termine e istituzione di un registro feto-placentare</title>
<link>https://unire.unige.it/handle/123456789/16727</link>
<description>Dal danno placentare all'esito neonatale: studio autoptico integrato nei nati a termine e pre-termine e istituzione di un registro feto-placentare
Sorrentino, Alessia &lt;2001&gt;
Background: La mortalità neonatale rappresenta ancora una delle principali sfide della medicina perinatale, soprattutto nei neonati estremamente prematuri. Sebbene l'autopsia neonatale e l'esame placentare siano strumenti fondamentali per identificare le cause del decesso, la loro integrazione rimane limitata.
Obiettivi: Integrare i dati clinici, autoptici e placentari dei neonati deceduti per identificare i principali pattern patologici e proporre un modello fisiopatologico della morte neonatale.
Materiali e metodi: Studio retrospettivo monocentrico su 92 neonati deceduti. Sono stati analizzati dati clinico-ostetrici, reperti autoptici multiorgano e lesioni placentari classificate secondo i criteri del Consensus di Amsterdam. Le associazioni sono state valutate mediante test non parametrici, test esatto di Fisher e correlazione di Spearman.
Risultati: L'età gestazionale mediana era di 26 settimane, il peso alla nascita di 730 g e la sopravvivenza postnatale di 8 giorni. I principali reperti autoptici erano emorragia intracranica (62,9%), emorragia polmonare (34,1%) e congestione multiorgano. Tra le 80 placente esaminate, la malperfusione vascolare materna (MVM) era presente nel 77,5% dei casi (grave nel 36,2%), con riduzione del peso placentare (&lt;25° percentile nell'83,9%; &lt;3° percentile nel 48,2%). La preeclampsia e la condizione di piccolo per l'età gestazionale (SGA) risultavano significativamente associate alla MVM (p=0,00026; p=0,0098). Il peso placentare correlava positivamente con il peso neonatale (ρ=0,525; p&lt;0,001). Corioamnionite e funisite erano fortemente associate (p&lt;0,001).
Conclusioni: Nei neonati estremamente prematuri, la morte rappresenta spesso l'esito finale di un processo patologico iniziato in utero. L'integrazione tra autopsia neonatale ed esame placentare migliora la comprensione dei meccanismi fisiopatologici e supporta lo sviluppo di un registro feto-placentare strutturato con finalità diagnostiche, prognostiche e preventive.; Background: Neonatal mortality remains a major challenge in perinatal medicine, especially in extremely preterm infants. Although neonatal autopsy and placental examination are essential for determining the causes of death, their systematic integration remains limited.

Objectives: To integrate clinical, autopsy, and placental findings in deceased neonates to identify the main pathological patterns and propose a pathophysiological model of neonatal death.

Materials and Methods: This retrospective single-center study included 92 deceased neonates. Clinical-obstetric data, multiorgan autopsy findings, and placental lesions classified according to the Amsterdam Consensus were analyzed using non-parametric tests, Fisher's exact test, and Spearman's correlation.

Results: Median gestational age was 26 weeks, birth weight 730 g, and survival 8 days. Intracranial hemorrhage (62.9%), pulmonary hemorrhage (34.1%), and multiorgan congestion were the main autopsy findings. Among 80 placentas, maternal vascular malperfusion (MVM) occurred in 77.5% (severe in 36.2%), with reduced placental weight (&lt;25th percentile 83.9%; &lt;3rd percentile 48.2%). Preeclampsia and SGA were significantly associated with MVM (p=0.00026; p=0.0098). Placental and birth weights correlated (ρ=0.525; p&lt;0.001). Chorioamnionitis and funisitis were strongly associated (p&lt;0.001).

Conclusions: In extremely preterm infants, neonatal death often reflects a pathological process beginning in utero. Integrating neonatal autopsy with placental examination improves understanding of pathophysiological mechanisms and supports development of a structured fetoplacental registry for diagnostic, prognostic, and preventive purposes.
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<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">https://unire.unige.it/handle/123456789/16727</guid>
<dc:date>2026-07-08T00:00:00Z</dc:date>
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<title>LO SCUDO DI PERSEO&#13;
La necessità dell’oggetto tra&#13;
scenografia, design e memoria</title>
<link>https://unire.unige.it/handle/123456789/16726</link>
<description>LO SCUDO DI PERSEO&#13;
La necessità dell’oggetto tra&#13;
scenografia, design e memoria
Pontrelli, Giulia &lt;2002&gt;
La presente tesi indaga il ruolo dell’oggetto nel teatro contemporaneo, interrogandone la natura, le funzioni e le trasformazioni all’interno dell’esperienza scenica. Muovendo dalla domanda su cosa accada a un oggetto quando entra in scena, il lavoro esplora il passaggio dalla dimensione dell’uso quotidiano a quella della presenza teatrale, mettendo in luce come gli oggetti possano diventare dispositivi capaci di generare relazioni, memoria e significato.
L’analisi si sviluppa attraverso un percorso teorico e storico che considera l’oggetto non come semplice elemento scenografico o supporto dell’azione, ma come componente attiva della drammaturgia. L’attenzione si concentra sulle modalità con cui la materia dialoga con il corpo dell’attore, struttura lo spazio scenico e sollecita l’immaginazione dello spettatore, contribuendo alla costruzione dell’evento teatrale.
La ricerca approfondisce inoltre le tensioni che attraversano l’oggetto teatrale: tra funzione e rappresentazione, presenza e simbolo, quotidianità e dimensione artistica. Particolare rilievo viene dato al confronto tra oggetti comuni, oggetti progettati e icone del design, osservando come il loro significato muti nel momento in cui vengono esposti allo sguardo della scena. Parallelamente, il lavoro riflette sulla sopravvivenza degli oggetti oltre la performance, analizzandone il rapporto con archivi, musei e pratiche di conservazione.
Attraverso il dialogo tra studi teatrali, cultura materiale e riflessioni sul design, la tesi propone una rilettura dell’oggetto come soglia tra materia e immaginario, tra esperienza e memoria. Ne emerge una prospettiva che riconosce negli oggetti non elementi accessori della rappresentazione, ma strumenti attraverso cui il teatro costruisce conoscenza, produce relazioni e sviluppa forme di pensiero. Si configurano così come presenze capaci di mettere in discussione i confini tra scena e mondo, rivelando il ruolo centrale della materia nei processi di creazione teatrale.; This thesis explores the role of objects in contemporary theatre, investigating how they transform from everyday items into active elements of the theatrical experience. Moving beyond their practical or aesthetic functions, the study examines how objects generate meaning, shape relationships, and contribute to the construction of scenic space and dramaturgy.
Drawing on theatre studies, material culture, and design theory, the research considers the object not as a secondary component of performance but as a material presence capable of interacting with actors, spectators, and the stage environment. Particular attention is given to the tensions between function and representation, reality and imagination, as well as to the changing meanings that emerge when ordinary objects, designed artefacts, or iconic design pieces enter the theatrical context.
The thesis also reflects on the afterlife of theatrical objects beyond performance, exploring their relationship with archives, museums, and practices of preservation. Through a theoretical and historical perspective, it argues that objects are not merely tools of representation but devices through which theatre produces memory, knowledge, and experience.
By focusing on the agency of objects, this study proposes a broader understanding of theatre as a space where materiality plays a central role in the creation of meaning, challenging the boundaries between stage and world.
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<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">https://unire.unige.it/handle/123456789/16726</guid>
<dc:date>2026-07-23T00:00:00Z</dc:date>
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<title>LO SCUDO DI PERSEO&#13;
La necessità dell’oggetto tra&#13;
scenografia, design e memoria</title>
<link>https://unire.unige.it/handle/123456789/16725</link>
<description>LO SCUDO DI PERSEO&#13;
La necessità dell’oggetto tra&#13;
scenografia, design e memoria
Pontrelli, Giulia &lt;2002&gt;
La presente tesi indaga il ruolo dell’oggetto nel teatro contemporaneo, interrogandone la natura, le funzioni e le trasformazioni all’interno dell’esperienza scenica. Muovendo dalla domanda su cosa accada a un oggetto quando entra in scena, il lavoro esplora il passaggio dalla dimensione dell’uso quotidiano a quella della presenza teatrale, mettendo in luce come gli oggetti possano diventare dispositivi capaci di generare relazioni, memoria e significato.
L’analisi si sviluppa attraverso un percorso teorico e storico che considera l’oggetto non come semplice elemento scenografico o supporto dell’azione, ma come componente attiva della drammaturgia. L’attenzione si concentra sulle modalità con cui la materia dialoga con il corpo dell’attore, struttura lo spazio scenico e sollecita l’immaginazione dello spettatore, contribuendo alla costruzione dell’evento teatrale.
La ricerca approfondisce inoltre le tensioni che attraversano l’oggetto teatrale: tra funzione e rappresentazione, presenza e simbolo, quotidianità e dimensione artistica. Particolare rilievo viene dato al confronto tra oggetti comuni, oggetti progettati e icone del design, osservando come il loro significato muti nel momento in cui vengono esposti allo sguardo della scena. Parallelamente, il lavoro riflette sulla sopravvivenza degli oggetti oltre la performance, analizzandone il rapporto con archivi, musei e pratiche di conservazione.
Attraverso il dialogo tra studi teatrali, cultura materiale e riflessioni sul design, la tesi propone una rilettura dell’oggetto come soglia tra materia e immaginario, tra esperienza e memoria. Ne emerge una prospettiva che riconosce negli oggetti non elementi accessori della rappresentazione, ma strumenti attraverso cui il teatro costruisce conoscenza, produce relazioni e sviluppa forme di pensiero. Si configurano così come presenze capaci di mettere in discussione i confini tra scena e mondo, rivelando il ruolo centrale della materia nei processi di creazione teatrale.; This thesis explores the role of objects in contemporary theatre, investigating how they transform from everyday items into active elements of the theatrical experience. Moving beyond their practical or aesthetic functions, the study examines how objects generate meaning, shape relationships, and contribute to the construction of scenic space and dramaturgy.
Drawing on theatre studies, material culture, and design theory, the research considers the object not as a secondary component of performance but as a material presence capable of interacting with actors, spectators, and the stage environment. Particular attention is given to the tensions between function and representation, reality and imagination, as well as to the changing meanings that emerge when ordinary objects, designed artefacts, or iconic design pieces enter the theatrical context.
The thesis also reflects on the afterlife of theatrical objects beyond performance, exploring their relationship with archives, museums, and practices of preservation. Through a theoretical and historical perspective, it argues that objects are not merely tools of representation but devices through which theatre produces memory, knowledge, and experience.
By focusing on the agency of objects, this study proposes a broader understanding of theatre as a space where materiality plays a central role in the creation of meaning, challenging the boundaries between stage and world.
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<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 00:00:00 GMT</pubDate>
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<title>Sviluppo di una pipeline RNA-seq su biopsia liquida per il monitoraggio non invasivo della risposta immunitaria: uno studio su pazienti con tumori solidi a seguito della vaccinazione anti-COVID-19.</title>
<link>https://unire.unige.it/handle/123456789/16724</link>
<description>Sviluppo di una pipeline RNA-seq su biopsia liquida per il monitoraggio non invasivo della risposta immunitaria: uno studio su pazienti con tumori solidi a seguito della vaccinazione anti-COVID-19.
Khanbabaee, Mohammad Mahrad &lt;2001&gt;
I pazienti sottoposti a chemioterapia citotossica per tumori solidi mostrano risposte anticorpali meno robuste e meno durature dopo la vaccinazione anti-COVID-19 rispetto ai soggetti immunocompetenti, ma i meccanismi molecolari alla base di questa ridotta immunogenicità non sono ancora ben compresi. Questa tesi presenta un'analisi traslazionale della risposta immunitaria precoce a una dose booster di vaccino a mRNA in tale popolazione.
Sono stati raccolti campioni di sangue da dieci pazienti in chemioterapia e ventidue controlli sani in tre momenti temporali, che coprono la finestra della risposta innata acuta e adattativa precoce. È stata sviluppata una pipeline computazionale dedicata per elaborare dati di sequenziamento dell'RNA a basso input, dalle letture grezze alla modellizzazione longitudinale, con un quadro statistico in grado di tenere conto dell'eterogeneità clinica della coorte.
La caratteristica più rilevante che distingueva i due gruppi è stata un programma eritroide persistente, aumentato nei pazienti e mantenuto in tutti e tre i momenti temporali. Il segnale presentava le firme trascrizionali di una popolazione eritroide immunosoppressiva, sebbene un'espansione di tali cellule non abbia potuto essere dimostrata direttamente né abbia raggiunto la significatività statistica. La risposta interferonica acuta è apparsa ridotta in intensità nei pazienti, sebbene tale attenuazione non raggiungesse la soglia di una traiettoria formalmente divergente tra i gruppi.
Una possibile interpretazione è che un compartimento eritroide immunosoppressivo espanso limiti la risposta interferonica precoce da cui dipende una risposta anticorpale duratura. Ciò viene proposto come ipotesi, coerente con i dati e con le conoscenze biologiche consolidate, non come una catena causale dimostrata. Il lavoro fornisce quindi un'ipotesi meccanicistica verificabile e una piattaforma minimamente invasiva per il monitoraggio immunitario seriale.; Patients on cytotoxic chemotherapy for solid tumours show less robust and less durable antibody responses after COVID-19 vaccination than immunocompetent people, yet the molecular mechanisms underlying this impaired immunogenicity are not well understood. This thesis presents a translational analysis of the early immune response to a COVID-19 mRNA booster in this population.
Blood samples were collected from ten patients undergoing chemotherapy and twenty-two healthy controls at three timepoints, spanning the acute innate and early adaptive window of the vaccine response. A dedicated computational pipeline was developed to process low-input RNA-sequencing data from raw reads through to longitudinal modelling, with a statistical framework able to accommodate the cohort's clinical heterogeneity.
The most prominent feature separating the two groups was a persistent erythroid programme, elevated in the patients and sustained across all three timepoints. The signal carried the transcriptional signatures of an immunosuppressive erythroid population, although an expansion of these cells could not be directly demonstrated and did not reach statistical significance. The acute interferon response appeared reduced in magnitude in the patients, though this attenuation did not reach the threshold of a formally divergent trajectory between the groups.
One possible interpretation is that an expanded immunosuppressive erythroid compartment may constrain the early interferon response on which a durable antibody response depends. This is advanced as a hypothesis, consistent with the data and with established biology, rather than a demonstrated causal chain. The work therefore delivers a testable mechanistic hypothesis and a minimally invasive platform for serial immune monitoring.
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<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2026-07-24T00:00:00Z</dc:date>
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