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<title>Laurea Magistrale</title>
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<dc:date>2026-07-22T23:48:44Z</dc:date>
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<title>"Progettare il paesaggio della cura: un healing garden per l’Istituto Geriatrico e&#13;
Riabilitativo G. e C. Frisia"</title>
<link>https://unire.unige.it/handle/123456789/16220</link>
<description>"Progettare il paesaggio della cura: un healing garden per l’Istituto Geriatrico e&#13;
Riabilitativo G. e C. Frisia"
Machetto, Davide &lt;2000&gt;
La crescente attenzione verso il rapporto tra natura, salute e benessere ha portato a riconoscere gli Healing Garden come strumenti terapeutici in grado di contribuire al miglioramento della qualità della vita nei contesti socio-sanitari. In questo scenario si inserisce la presente tesi, che ha come obiettivo la progettazione di un Healing Garden per l'Istituto Geriatrico e Riabilitativo G. e C. Frisia di Merate, struttura specializzata nell'assistenza geriatrica, nella riabilitazione e nella cura delle persone affette da demenza.
La ricerca si sviluppa secondo l'approccio dell'Evidence-Based Design (EBD), integrando le evidenze scientifiche con l'analisi delle caratteristiche del sito e dei bisogni dei futuri fruitori. Dopo un approfondimento teorico sugli Healing Garden, sui benefici del contatto con la natura e sui principali riferimenti della psicologia ambientale – dalla Biofilia di Wilson alla Stress Reduction Theory di Ulrich e alla Attention Restoration Theory dei Kaplan – è stata condotta una revisione sistematica della letteratura per individuare i criteri progettuali più efficaci per strutture geriatriche e riabilitative.
La fase progettuale è stata sviluppata attraverso un'attenta analisi dell'Istituto Frisia, del contesto territoriale e delle aree disponibili, affiancata dalla raccolta delle esigenze di ospiti, familiari e operatori sanitari mediante questionari. Le informazioni ottenute hanno guidato la definizione di un masterplan che trasforma lo spazio esterno in un ambiente terapeutico multifunzionale, dove ogni scelta progettuale è stata supportata dalle evidenze emerse dalla letteratura scientifica, con l'obiettivo di favorire il benessere fisico, cognitivo, emotivo e relazionale degli utenti.
Il progetto elaborato per l'Istituto Frisia rappresenta un modello replicabile per la progettazione di spazi verdi terapeutici, contribuendo alla diffusione di un approccio progettuale orientato al benessere della persona.; The growing interest in the relationship between nature, health, and well-being has led to the recognition of Healing Gardens as therapeutic environments capable of improving quality of life in healthcare settings. Within this context, the present thesis aims to design a Healing Garden for the G. e C. Frisia Geriatric and Rehabilitation Institute in Merate, a facility specialized in geriatric care, rehabilitation, and the treatment of people living with dementia.
The research follows an Evidence-Based Design (EBD) approach, integrating scientific evidence with an analysis of the site's characteristics and the needs of its future users. Following a theoretical review of Healing Gardens, the benefits of contact with nature, and the main theories of environmental psychology—including Wilson's Biophilia Hypothesis, Ulrich's Stress Reduction Theory, and Kaplan and Kaplan's Attention Restoration Theory—a systematic literature review was conducted to identify the most effective design criteria for geriatric and rehabilitation facilities.
The design phase was based on a detailed analysis of the Frisia Institute, its surrounding context, and the available outdoor spaces, complemented by questionnaires administered to residents, family members, and healthcare professionals. The findings guided the development of a masterplan that transforms the outdoor area into a multifunctional therapeutic landscape featuring accessible pathways, rehabilitation areas, spaces for social interaction and contemplation, sensory gardens, and horticultural therapy areas. Every design decision was supported by scientific evidence, with the aim of promoting the physical, cognitive, emotional, and social well-being of users.
The proposed design for the Frisia Institute represents a replicable model for the development of therapeutic green spaces within healthcare facilities, contributing to the dissemination of an evidence-based design approach focused on human well-being.
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<dc:date>2026-07-13T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Tra città e mare: rigenerazione dello spazio pubblico costiero alla Foce del Bisagno a Genova mediante un parco lineare verde-blu resiliente</title>
<link>https://unire.unige.it/handle/123456789/16219</link>
<description>Tra città e mare: rigenerazione dello spazio pubblico costiero alla Foce del Bisagno a Genova mediante un parco lineare verde-blu resiliente
Li, Zhipeng &lt;1999&gt;
La tesi affronta il tema della rigenerazione dello spazio pubblico costiero alla Foce del Bisagno, a Genova, in un’area in cui il tessuto urbano incontra il fiume, la spiaggia e il mare. Il sito si presenta oggi come un margine complesso e frammentato, caratterizzato da connessioni pedonali deboli, spazi pubblici poco continui e una relazione non sempre chiara tra città e waterfront.

L’obiettivo del lavoro è proporre un nuovo parco lineare verde-blu, accessibile e resiliente, capace di ricucire il rapporto tra la città e il mare e di trasformare il limite costiero in una sequenza di spazi pubblici fruibili. Il progetto si basa su una lettura del contesto urbano e paesaggistico e introduce un sistema continuo di percorsi, aree verdi mediterranee, spazi di sosta, gioco, sport e osservazione del paesaggio marino.

La proposta si sviluppa attraverso una piattaforma panoramica continua, nuovi accessi alla spiaggia, superfici permeabili, materiali riconoscibili e una vegetazione adatta al contesto costiero. In questo modo, la Foce del Bisagno non è più interpretata solo come un punto di passaggio, ma come un nuovo luogo urbano e paesaggistico, capace di accogliere attività quotidiane, migliorare la qualità dello spazio pubblico e rafforzare la resilienza ambientale del waterfront genovese.; This thesis addresses the regeneration of coastal public space at the Foce del Bisagno in Genoa, an area where the urban fabric meets the river, the beach and the sea. Today, the site appears as a complex and fragmented coastal edge, characterized by weak pedestrian connections, discontinuous public spaces and an unclear relationship between the city and the waterfront.

The aim of the work is to propose a new blue-green linear park that is accessible and resilient, capable of reconnecting the city with the sea and transforming the coastal boundary into a sequence of usable public spaces. The project is based on an interpretation of the urban and landscape context and introduces a continuous system of paths, Mediterranean green areas, spaces for rest, play, sport and observation of the marine landscape.

The proposal is developed through a continuous panoramic platform, new access points to the beach, permeable surfaces, recognizable materials and vegetation suited to the coastal environment. In this way, the Foce del Bisagno is no longer understood only as a place of passage, but as a new urban and landscape space, able to support everyday activities, improve the quality of public space and strengthen the environmental resilience of Genoa’s waterfront.
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<dc:date>2026-07-13T00:00:00Z</dc:date>
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<title>"Strategie terapeutiche basate su azobenzeni per il recupero della visione nelle degenerazioni retiniche"</title>
<link>https://unire.unige.it/handle/123456789/16218</link>
<description>"Strategie terapeutiche basate su azobenzeni per il recupero della visione nelle degenerazioni retiniche"
Bonini, Gabriele &lt;2001&gt;
Le patologie degenerative della retina, come la retinite pigmentosa o la degenerazione maculare età-relata, compromettono gravemente la capacità visiva a causa della progressiva perdita dei fotorecettori. Lo studio esplora un’innovativa strategia fotofarmacologica basata su Ziapin2, una molecola azobenzenica anfipatica che si inserisce nella membrana plasmatica dei neuroni retinici superstiti e agisce come modulatore optocapacitivo. Ziapin2 subisce una fotoisomerizzazione in risposta alla luce visibile che provoca una variazione della capacità elettrica di membrana, innescando variazioni di potenziale nei neuroni in assenza di trattamenti genici. Nella retina degenerata, l’azione sulle cellule bipolari riattiva la molteplicità di risposte agli stimoli visivi delle cellule ganglionari. 
L’obiettivo principale della ricerca è superare la scarsa solubilità acquosa e la tendenza all'aggregazione della Ziapin2 pura mediante la sua incorporazione  in liposomi fusogenici. I risultati ottenuti in neuroni primari hanno dimostrato che questa formulazione garantisce un’elevata biocompatibilità e un’efficace localizzazione in membrana senza degradazione lisosomiale. Le registrazioni in patch-clamp hanno confermato la capacità del sistema di evocare correnti capacitive e scariche di potenziali d’azione con elevata fedeltà temporale. La validazione in vivo su ratti Royal College of Surgeons (RCS, modello di degenerazione retinica) ha evidenziato il ripristino della sensibilità alla luce tramite il test comportamentale light/dark box. Parallelamente, l'analisi dei potenziali evocati visivi (VEP) ha fornito la prova oggettiva che il segnale visivo viene correttamente trasmesso e processato dalla corteccia visiva primaria. In conclusione, l’integrazione di Ziapin2 in liposomi fusogenici rappresenta un avanzamento significativo verso una terapia fotofarmacologica sicura, capace di ripristinare una visione funzionale interfacciandosi con i circuiti retinici preservati.; Retinal degenerative diseases, such as retinitis pigmentosa and age-related macular degeneration, severely impair vision due to the progressive loss of photoreceptors. This study explores an innovative photopharmacological strategy based on Ziapin2, an amphipathic azobenzene molecule that inserts into the plasma membrane of surviving retinal neurons and acts as an optocapacitive modulator. In response to cyan light, Ziapin2 undergoes photoisomerization, altering membrane capacitance and triggering action potentials in neurons without the need for genetic modification. In the degenerated retina, the action on bipolar cells reactivates the multiplicity of responses to visual stimuli of the ganglion cells.
The primary goal of the research is to overcome the poor aqueous solubility and tendency to aggregate of pure Ziapin2 by incorporating it into fusogenic liposomes. Results in primary neurons demonstrated that this formulation ensures high biocompatibility and effective membrane localization without lysosomal degradation. Patch-clamp recordings confirmed the system’s ability to evoke capacitive currents and neuronal discharges with high temporal fidelity. In vivo validation using the light/dark box behavioral test revealed that blind Royal College of Surgeons rats (RCS, a model of retinal degeneration) experienced restoration of light sensitivity. In parallel, analysis of visual evoked potentials (VEPs) provided objective evidence that the visual signal is correctly transmitted and processed by the primary visual cortex. In conclusion, the integration of Ziapin2 into fusogenic liposomes represents a significant advancement towards a safe photopharmacological therapy capable of restoring functional vision by interfacing with preserved retinal circuits.
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<dc:date>2026-07-13T00:00:00Z</dc:date>
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<item rdf:about="https://unire.unige.it/handle/123456789/16217">
<title>Il vino come strumento di valorizzazione del terroir. Dal modello territoriale di Bordeaux alla progettazione di un piano di sviluppo per l’entroterra del ponente ligure</title>
<link>https://unire.unige.it/handle/123456789/16217</link>
<description>Il vino come strumento di valorizzazione del terroir. Dal modello territoriale di Bordeaux alla progettazione di un piano di sviluppo per l’entroterra del ponente ligure
Gatti, Carola &lt;2002&gt;
La presente tesi analizza il ruolo del vino come strumento di valorizzazione del terroir, indagando la possibilità di trasferire e adattare il modello territoriale sviluppato nella regione di Bordeaux al contesto dell'entroterra del Ponente Ligure. La ricerca nasce dalla consapevolezza che il paesaggio vitivinicolo costituisce non solo un sistema produttivo, ma anche un patrimonio culturale, identitario e paesaggistico, capace di generare valore economico e territoriale attraverso l'integrazione tra risorse naturali, attività agricole, turismo e governance locale.

L'indagine adotta un approccio comparativo e multiscalare, articolato su tre livelli di analisi: scala vasta, per l'inquadramento territoriale di Gironda e Liguria; mesoscala, dedicata ai sistemi vitivinicoli del Médoc e del Ponente Ligure; scala locale, focalizzata sul confronto tra il territorio di Margaux e quello del Ponente ligure. L'analisi si basa sugli indicatori di paesaggio elaborati da Adalberto Vallega, selezionati per valutare gli aspetti strutturali, identitari e relazionali dei territori, ed è supportata da attività di ricerca sul campo, osservazione diretta e analisi cartografica.

Il confronto evidenzia come il successo del sistema bordolese derivi dalla capacità di integrare produzione vitivinicola, patrimonio culturale, comunicazione e fruizione del paesaggio in un modello territoriale unitario. Al contrario, il Ponente Ligure, pur caratterizzato da un patrimonio vitivinicolo di elevato valore e da una viticoltura eroica fortemente identitaria, presenta una valorizzazione ancora frammentata.

Sulla base dei risultati ottenuti, la tesi propone un piano di sviluppo territoriale finalizzato a mettere in rete le risorse esistenti, rafforzare l'identità del paesaggio vitivinicolo e promuovere un modello di valorizzazione integrata, capace di trasformare le specificità e i limiti del territorio in elementi distintivi. Il vino emerge come un efficace strumento di valorizzazione del terroir; This thesis investigates the role of wine as a tool for enhancing terroir, exploring the possibility of transferring and adapting the territorial model developed in the Bordeaux region to the inland area of Western Liguria. The research is based on the premise that wine landscapes represent not only productive systems but also cultural, identity-related, and environmental assets capable of generating economic and territorial value through the integration of natural resources, agricultural activities, tourism, and local governance.

The study adopts a comparative and multi-scalar approach structured across three levels of analysis: the regional scale, providing an overview of the Gironde and Liguria; the intermediate scale, focusing on the wine-producing systems of the Médoc and Western Liguria; and the local scale, comparing the territories of Margaux and the Ligurian inland. The analysis is based on Adalberto Vallega's landscape indicators, selected to assess the structural, cultural, and relational dimensions of the territories, and is supported by fieldwork, direct observation, and cartographic analysis.

The comparison highlights that the success of the Bordeaux model lies in its ability to integrate wine production, cultural heritage, landscape management, communication, and tourism into a coherent territorial system. By contrast, although Western Liguria is characterized by a valuable wine heritage and a distinctive tradition of heroic viticulture, its territorial enhancement remains fragmented.

Based on the results, the thesis proposes a territorial development plan aimed at connecting existing resources, strengthening the identity of the wine landscape, and promoting an integrated model of territorial enhancement capable of transforming local constraints and distinctive features into competitive assets. Wine thus emerges as an effective tool for enhancing terroir and fostering the sustainable development of rural territories.
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