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<title>Laurea Triennale</title>
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<updated>2026-06-23T11:19:37Z</updated>
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<title>I segni di Albisola sulla scena artistica e critica dal 1950</title>
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<name>Albertoni, Federica &lt;1998&gt;</name>
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<updated>2026-06-18T14:18:14Z</updated>
<published>2026-06-11T00:00:00Z</published>
<summary type="text">I segni di Albisola sulla scena artistica e critica dal 1950
Albertoni, Federica &lt;1998&gt;
La presente tesi intende analizzare il panorama artistico sviluppatosi dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri, prendendo in esame i principali cambiamenti culturali, estetici e sociali che hanno segnato il mondo dell’arte contemporanea. A partire dagli anni Cinquanta, infatti, il contesto artistico europeo e italiano attraversa una fase di profonda trasformazione: l’arte non rappresenta più soltanto un mezzo espressivo tradizionale, ma diventa uno spazio di sperimentazione, dibattito e costruzione di nuove identità culturali. Attraverso un percorso storico e critico, la ricerca si propone di ricostruire i momenti più significativi della vita artistica del periodo, evidenziando il ruolo delle avanguardie, delle nuove correnti figurative e delle reti intellettuali sviluppatesi lungo il Mediterraneo e nella Riviera ligure.

All’interno di questo quadro, la tesi concentra l’attenzione sull’evoluzione della critica d’arte e sul modo in cui essa abbia progressivamente modificato il proprio linguaggio e la propria funzione. La critica non viene più considerata soltanto come uno strumento di giudizio estetico, ma come un mezzo di mediazione culturale capace di creare connessioni tra artisti, pubblico e territorio. In questo processo emerge la figura di Milena Milani, scrittrice, giornalista e critica d’arte, il cui contributo risulta fondamentale per comprendere una nuova modalità di raccontare e interpretare l’arte contemporanea.

Attraverso l’analisi della sua attività critica e delle relazioni costruite con artisti e intellettuali del tempo, la ricerca evidenzia come Milena Milani abbia contribuito alla formazione di una comunità artistica viva e dinamica, profondamente legata al contesto ligure. In un piccolo centro affacciato sul Mediterraneo, la critica d’arte assume così una dimensione più aperta, partecipativa e interdisciplinare, capace di superare i confini accademici tradizionali.; This thesis aims to analyze the artistic landscape that developed from the postwar period to the present day, examining the main cultural, aesthetic, and social changes that have shaped the world of contemporary art. Beginning in the 1950s, the European and Italian artistic context underwent a profound transformation: art was no longer considered solely a traditional means of expression, but became a space for experimentation, debate, and the construction of new cultural identities. Through a historical and critical approach, this research seeks to reconstruct the most significant moments of artistic life during this period, highlighting the role of the avant-gardes, new figurative movements, and intellectual networks that developed along the Mediterranean coast and particularly in the Ligurian Riviera.

Within this framework, the thesis focuses on the evolution of art criticism and on the ways in which it gradually transformed both its language and its function. Art criticism was no longer viewed merely as an instrument of aesthetic judgment, but also as a means of cultural mediation capable of creating connections between artists, the public, and the local territory. In this process, the figure of Milena Milani emerges as particularly significant. As a writer, journalist, and art critic, her contribution proved fundamental in shaping a new way of narrating and interpreting contemporary art.

Through the analysis of her critical activity and of the relationships she established with artists and intellectuals of the time, this research demonstrates how Milena Milani contributed to the creation of a lively and dynamic artistic community deeply connected to the Ligurian context. In a small town overlooking the Mediterranean, art criticism thus acquired a more open, participatory, and interdisciplinary dimension, capable of overcoming traditional academic boundaries.
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<dc:date>2026-06-11T00:00:00Z</dc:date>
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<title>La chiesa di Santa Caterina a Rossiglione superiore: il patrimonio storico-artistico</title>
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<name>Sciutto, Elisa &lt;2003&gt;</name>
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<updated>2026-06-18T14:18:11Z</updated>
<published>2026-06-10T00:00:00Z</published>
<summary type="text">La chiesa di Santa Caterina a Rossiglione superiore: il patrimonio storico-artistico
Sciutto, Elisa &lt;2003&gt;
L’elaborato ricostruisce la vicenda storica e artistica della chiesa parrocchiale di Santa Caterina a Rossiglione superiore, piccolo centro della Valle Stura nell’Oltregiogo genovese, custode di un ricco patrimonio, formatisi tra XV e XX secolo. 
Si indagano le condizioni che hanno permesso la formazione di tale eredità artistica in una realtà periferica, attraverso l’analisi del contesto storico-politico e socio-economico, avvalendosi di carte d’archivio e studi locali: dall’ origine bassomediovale ai rapporti con la Repubblica di Genova, fino allo sviluppo delle attività siderurgiche, emerge il ruolo di famiglie notabili, compagnie e confraternite nel promuovere l’ingrandimento e l’arricchimento della parrocchiale, simbolo identitario della comunità.  
La ricca documentazione archivistica ha consentito di tracciare lo sviluppo architettonico e decorativo dell’edificio, legato alla crescita urbanistica, economica e demografica del centro. Con la rifondazione secentesca si è configurata l’odierna struttura, poi ampliata e abbellita con marmi, dipinti, sculture lignee e altri arredi, di cui si sono ricostruiti, quando possibile, committenze e autori. 
Particolare attenzione si dedica all’analisi stilistica e iconografica delle opere, attraverso l’osservazione diretta e il confronto con bibliografia disponibili sugli artisti, prevalentemente di area genovese, che vi hanno operato dal Seicento (come Filippo Parodi, Bernardo Mantero, Simone Balli, Bernardo Castello, Luciano Borzone, Gio Raffaele Badaracco).
Un focus riguarda la cassa processionale lignea della Madonna degli Angeli, della bottega di Anton Maria Maragliano, importante sia per la qualità artistica che per il profondo legame identitario e devozionale con la comunità locale.
Si termina con una riflessione sulla necessità di monitorare, valorizzare e approfondire lo studio di queste importanti testimonianze, in parte riconsegnate alla collettività dopo i restauri eseguiti dagli anni ottanta del Novecento.; This study traces the historical and artistic development of the parish church of Santa Caterina in Rossiglione Superiore, a small village in the Stura Valley in the Oltregiogo region of Genoa, which preserves a rich heritage dating from the 15th to the 20th century. It explores the conditions that allowed this artistic legacy to take shape in a peripheral setting, through an analysis of the historical-political and socio-economic context, drawing on archival documents and local studies: from its late medieval origins to its relations with the Republic of Genoa, and up to the development of the iron and steel industry, the role of prominent families, guilds, and confraternities in promoting the expansion and enrichment of the parish church—a symbol of the community’s identity—emerges.  The rich archival documentation has made it possible to trace the architectural and decorative development of the building, linked to the urban, economic, and demographic growth of the town center. The current structure took shape with the 17th-century reconstruction, later expanded and embellished with marble, paintings, wooden sculptures, and other furnishings, for which the patrons and creators have been identified, where possible. Particular attention is devoted to the stylistic and iconographic analysis of the works, through direct observation and comparison with available bibliography on the artists—primarily from the Genoa area—who worked there from the 17th century onward (such as Filippo Parodi, Bernardo Mantero, Simone Balli, Bernardo Castello, Luciano Borzone, and Gio Raffaele Badaracco). One section focuses on the wooden processional shrine of the Madonna degli Angeli, from the workshop of Anton Maria Maragliano, which is significant both for its artistic quality and for its deep connection to the local community’s identity and devotion. The exhibition concludes with a reflection on the need to monitor, promote, and further study these important artifacts.
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<dc:date>2026-06-10T00:00:00Z</dc:date>
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<title>L’astensionismo elettorale, il caso italiano</title>
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<name>Repetto, Fernanda &lt;1959&gt;</name>
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<updated>2026-06-18T14:18:09Z</updated>
<published>2026-06-11T00:00:00Z</published>
<summary type="text">L’astensionismo elettorale, il caso italiano
Repetto, Fernanda &lt;1959&gt;
In un’epoca come questa, in cui l’astensionismo elettorale sta diventando un fenomeno endemico in Italia, ma non solo, questo progetto si propone di mettere in evidenza quanto importante sia la partecipazione al voto per la salute di una democrazia intesa come lo spazio politico che consente il perpetuare della libertà, dell’uguaglianza e dell’autodeterminazione della persona del cittadino. In questo percorso il filo conduttore sarà proprio il cittadino e l’obiettivo è riuscire a conciliare la sua realizzazione con l’intreccio di una rete di relazioni che consentano il benessere comune in un modello di democrazia di carattere comunitario. Gli interventi necessari per tornare a dare un senso alla politica non possono che mirare a lui. Proveremo a fare questo in 4 fasi. Nel primo capitolo partiremo dai numeri: le percentuali della partecipazione al voto delle elezioni politiche dal 1948 al 2022 in Italia. Successivamente proporremo una ricognizione sugli eventi che nel corso di questi primi ottant’anni di repubblica hanno contribuito ad avviare gli italiani verso un’astensione al voto sempre maggiore. Nel secondo capitolo il tentativo sarà quello di provare a dar conto del significato che il concetto di democrazia può assumere nell’epoca contemporanea. Cercheremo di dar conto del perché a una delle domande cruciali del dibattito contemporaneo, ovvero se un’alta partecipazione politica in generale ed un’alta affluenza al voto continuino ad essere un bene per la democrazia, per questo lavoro la risposta è affermativa. A questo punto, nel capitolo III, sarà d’obbligo indagare sul deficit motivazionale che spinge i cittadini a disertare le urne in numero così elevato. Proveremo ad approfondire le ragioni che hanno prodotto un allontanamento reciproco tra cittadini e istituzioni. Nel quarto e ultimo capitolo, l’intento sarà individuare possibili terapie ipotizzate in letteratura per risolvere quello che, per questa tesi, è il malessere democratico.; In an era like this, in which voter apathy is becoming an endemic phenomenon in Italy and beyond, this project aims to highlight just how important voting is for the health of a democracy understood as the political space that enables the perpetuation of freedom, equality, and self-determination for each citizen. In this journey,  the central theme will be the citizen, and the goal is to reconcile their fulfillment with the weaving of a network of relationships that enable the common good within a community-based model of democracy. The measures needed to restore meaning to politics can only be directed toward the citizen. We will attempt to do this in four phases. In the first chapter, we will start with the numbers: the percentages of voter turnout in general elections from 1948 to 2022 in Italy. Next, we will offer an overview of the events that, over the course of these first eighty years of the republic, have contributed to steering Italians toward ever-increasing voter abstention. Thus, we will have laid the factual foundation upon which to reflect. In the second chapter, the aim will be to attempt to account for the meaning that the concept of democracy can take on in the contemporary era. We will seek to explain why, regarding one of the crucial questions permeating contemporary debate, whether high political participation in general and high voter turnout continue to be a benefit for democracy: the answer for this work is Yes. At this point, in Chapter III, it will be necessary to investigate the motivational deficit that drives citizens to stay away from the polls in such large numbers. We will attempt to explore the reasons that have led to a mutual estrangement between citizens and institutions. In the fourth and final chapter, the aim will be to identify possible remedies to the democratic malaise.
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<dc:date>2026-06-11T00:00:00Z</dc:date>
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<title>La marcia dell’inizio: Coxey's Army e l’invenzione del primo reality politico nella crisi della Gilded Age</title>
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<name>Penatti, Riccardo &lt;1997&gt;</name>
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<updated>2026-06-18T14:18:07Z</updated>
<published>2026-06-10T00:00:00Z</published>
<summary type="text">La marcia dell’inizio: Coxey's Army e l’invenzione del primo reality politico nella crisi della Gilded Age
Penatti, Riccardo &lt;1997&gt;
L'elaborato per la prova finale segue e analizza le vicende che interessarono la vita di migliaia di cittadini statunitensi allo scoppio del Panic of 1893/4, focalizzandosi sulla risposta sociale iniziata per volontà di Jacob S. Coxey e l'omonima marcia/movimento industriale. L'elaborato utilizza e rimanda a varie fonti, primarie e secondarie, costituendo un primo approccio di studio al tema trattato.; The paper for the prova finale follows and analyzes the events that affected the lives of thousands of U.S. citizens at the outbreak of the Panic of 1893/4, focusing on the social response initiated by Jacob S. Coxey and the eponymous march/industrial movement. The tesina uses and refers to various primary and secondary sources, serving as an initial approach for studying the aforementioned topic.
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<dc:date>2026-06-10T00:00:00Z</dc:date>
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