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<title>Laurea Triennale</title>
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<updated>2026-10-23T19:39:46Z</updated>
<dc:date>2026-10-23T19:39:46Z</dc:date>
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<title>Preparazione e caratterizzazione di fibre di cellulosa e derivati ottenute per filatura ad umido</title>
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<name>Parodi, Giulio &lt;2002&gt;</name>
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<updated>2026-10-22T15:15:33Z</updated>
<published>2026-10-15T00:00:00Z</published>
<summary type="text">Preparazione e caratterizzazione di fibre di cellulosa e derivati ottenute per filatura ad umido
Parodi, Giulio &lt;2002&gt;
Questo lavoro di tesi valuta l'efficacia di un'apparecchiatura di filatura a umido (wet-spinning) di nuova acquisizione presso il DCCI, finalizzata alla produzione di fibre a base di cellulosa e derivati.
Inizialmente, la ricerca si è concentrata sulla dissoluzione di cellulosa riciclata esplorando solventi ecocompatibili (come i liquidi ionici) in alternativa ai processi tradizionali. Tuttavia, l'elevato contenuto di lignina residua riscontrato nelle matrici riciclate ha ostacolato la dissoluzione diretta, spingendo l'indagine verso lo studio sistematico di derivati più facilmente processabili: etilcellulosa (EC), acetato di cellulosa (CA) e carbossimetilcellulosa (CMC). 
Attraverso un'attenta caratterizzazione chimico-fisica, che ha unito reologia (per analizzare il comportamento shear-thinning e i profili di viscosità), viscosimetria capillare (per il calcolo della massa molecolare), analisi DSC e TGA (per le transizioni termiche e la stabilità), è stato possibile correlare le proprietà delle soluzioni (dope) con la loro processabilità. Le prove pratiche hanno compreso sia sessioni di elettrofilatura (elettrospinning) per membrane di CMC, sia test di filatura a umido su scala pilota.   
I risultati hanno confermato la piena fattibilità del wet-spinning utilizzando soluzioni ottimizzate (in particolare acetato di cellulosa al 15%), evidenziando l'importanza critica della purezza della materia prima, della reologia e della cinetica di inversione di fase nel bagno di coagulo. Lo studio fornisce così solide basi per futuri sviluppi nell'ambito dell'economia circolare applicata ai polimeri di riciclo.; This thesis evaluates the performance of a newly acquired wet-spinning apparatus at the DCCI, intended for the production of fibers based on cellulose and its derivatives.
Initially, the research focused on dissolving recycled cellulose by exploring eco-friendly solvents (such as ionic liquids) as alternatives to traditional processes. However, the high residual lignin content found in the recycled matrices hindered direct dissolution, shifting the investigation toward a systematic study of more easily processable derivatives: ethyl cellulose (EC), cellulose acetate (CA), and carboxymethyl cellulose (CMC).
Through comprehensive physicochemical characterization combining, rheology (to analyze shear-thinning behavior and viscosity profiles), capillary viscometry (to calculate molecular mass), and DSC and TGA analyses (to assess thermal transitions and stability), it was possible to correlate solution (dope) properties with processability. Practical trials included both electrospinning sessions for CMC membranes and pilot-scale wet-spinning tests.
The results confirmed the full feasibility of wet-spinning using optimized solutions (specifically 15% cellulose acetate), highlighting the critical importance of raw material purity, rheology, and phase inversion kinetics within the coagulation bath. The study thus establishes a solid foundation for future developments in the circular economy as applied to recycled polymers.
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<dc:date>2026-10-15T00:00:00Z</dc:date>
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<title>La diastasi addominale nel soggetto maschile. Caso studio</title>
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<name>Mugnano, Valerio &lt;2004&gt;</name>
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<id>https://unire.unige.it/handle/123456789/17572</id>
<updated>2026-10-22T15:15:31Z</updated>
<published>2026-10-16T00:00:00Z</published>
<summary type="text">La diastasi addominale nel soggetto maschile. Caso studio
Mugnano, Valerio &lt;2004&gt;
La diastasi dei muscoli retti dell'addome è un aumento patologico della distanza tra i due muscoli retti, dovuto all'assottigliamento e a un'eccessiva estensibilità della linea alba. Non è una lacerazione e non è un'ernia. Si riconosce spesso dalla protrusione che compare lungo la linea mediana durante gli sforzi, la cosiddetta “pinna”, e in alcuni casi si accompagna a dolore addominale.
In letteratura la diastasi è studiata soprattutto nelle donne, in gravidanza e dopo il parto. Sugli uomini i lavori sono pochi e mancano linee guida condivise per il trattamento conservativo.
Questa tesi parte da questa mancanza e analizza un caso studio: un uomo di 53 anni con diastasi, seguito per circa cinque mesi con cinque sedute di trattamento chinesiologico e una routine quotidiana da fare a casa. Il metodo utilizzato è il metodo “Metodo Alfa Armonia Posturale” della professoressa Alda Boccini. Il primo capitolo inquadra la diastasi (definizione, anatomia, fisiopatologia, diagnosi e valutazione), il secondo confronta due lavori della letteratura, e il terzo presenta il caso studio, documentando il percorso dall'anamnesi alla rivalutazione dei risultati.; La diastasi dei muscoli retti dell'addome è un aumento patologico della distanza tra i due muscoli retti, dovuto all'assottigliamento e a un'eccessiva estensibilità della linea alba. Non è una lacerazione e non è un'ernia. Si riconosce spesso dalla protrusione che compare lungo la linea mediana durante gli sforzi, la cosiddetta “pinna”, e in alcuni casi si accompagna a dolore addominale.
In letteratura la diastasi è studiata soprattutto nelle donne, in gravidanza e dopo il parto. Sugli uomini i lavori sono pochi e mancano linee guida condivise per il trattamento conservativo.
Questa tesi parte da questa mancanza e analizza un caso studio: un uomo di 53 anni con diastasi, seguito per circa cinque mesi con cinque sedute di trattamento chinesiologico e una routine quotidiana da fare a casa. Il metodo utilizzato è il metodo “Metodo Alfa Armonia Posturale” della professoressa Alda Boccini. Il primo capitolo inquadra la diastasi (definizione, anatomia, fisiopatologia, diagnosi e valutazione), il secondo confronta due lavori della letteratura, e il terzo presenta il caso studio, documentando il percorso dall'anamnesi alla rivalutazione dei risultati.
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<dc:date>2026-10-16T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Realizzazione di membrane lipidiche artificiali per lo studio di canali e pori ionici.</title>
<link href="https://unire.unige.it/handle/123456789/17570" rel="alternate"/>
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<name>Bovio, Vittoria &lt;2004&gt;</name>
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<id>https://unire.unige.it/handle/123456789/17570</id>
<updated>2026-10-22T15:15:29Z</updated>
<published>2026-10-15T00:00:00Z</published>
<summary type="text">Realizzazione di membrane lipidiche artificiali per lo studio di canali e pori ionici.
Bovio, Vittoria &lt;2004&gt;
Le membrane lipidiche artificiali consentono di studiare le proprietà biofisiche di canali e
pori, caratterizzando il trasporto ionico e l’attività di peptidi e tossine in condizioni
sperimentali controllate. In questo lavoro, per formare doppi strati lipidici planari sono state
usate due tecniche sperimentali: membrane pitturate e Montal-Mueller. Entrambe prevedono
la formazione di un doppio strato lipidico all’interno di un foro realizzato su materiale
isolante. Una volta verificata la corretta formazione della membrana è stata inserito nel
sistema un peptide formante canali, la gramicidina, in grado di associarsi come dimero
all’interno del doppio strato fosfolipidico e permettere il passaggio di ioni. Il rilevamento
della comparsa di eventi di conduzione ionica è dato dalla variazione a gradino della corrente
elettrica in funzione del tempo, riconducibili all’apertura e alla chiusura dei canali. Questa
analisi ci ha permesso di ottenere la conduttanza di singolo canale mediato da gramicidina.
Le condizioni individuate per ottenere membrane lipidiche stabili e durature potranno essere
applicate allo studio di preparati biologici per identificare nuove molecole in grado di
permeabilizzare le membrane cellulari.; Artificial lipid membranes allow the biophysical properties of channels and pores to be
investigated by characterizing ion transport and the activity of peptides and toxins under
controlled experimental conditions. In this work, two experimental techniques were used to
form planar lipid bilayers: painted membranes and the Montal–Mueller technique. Both
involve the formation of a lipid bilayer within a hole made in an insulating material. Once
the correct formation of the membrane had been verified, a channel-forming protein,
gramicidin, was introduced into the system. Gramicidin is able to associate as a dimer within
the phospholipid bilayer, allowing the passage of ions. The detection of ion conduction events
is based on step changes in the electrical current over time, which can be attributed to the
opening and closing of the channels. This analysis allowed us to obtain the single channel
conductance of the channels formed by gramicidin. The conditions established to obtain
stable and long-lasting lipid membranes can be applied to the study of biological samples to
identify novel molecules capable of permeabilizing cell membranes.
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<dc:date>2026-10-15T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Obsidian: Progetto Preliminare di un'imbarcazione di tipo Flybridge di 60</title>
<link href="https://unire.unige.it/handle/123456789/17565" rel="alternate"/>
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<name>Gemelli, Giulia &lt;2004&gt;</name>
</author>
<id>https://unire.unige.it/handle/123456789/17565</id>
<updated>2026-10-22T15:15:20Z</updated>
<published>2026-10-14T00:00:00Z</published>
<summary type="text">Obsidian: Progetto Preliminare di un'imbarcazione di tipo Flybridge di 60
Gemelli, Giulia &lt;2004&gt;
Obsidian: Progetto Preliminare di un'imbarcazione di tipo Flybridge di 60; Obsidian: Preliminary Design of a 60' Flybridge Motor Yacht
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<dc:date>2026-10-14T00:00:00Z</dc:date>
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